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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2011

Anche se è amore non si vede

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Salvo e Valentino questa volta cambiano location, sono emigrati nella mia Torino dove guidano un autobus a due piani per turisti stranieri. Mentre Salvo è cinico e sardonico, anche se solo in superficie, Valentino è disgustosamente melenso e soffoca la fidanzata Gisella con attenzioni eccessive, che si estrinsecano di solito con regali di gusto orribile, rigorosamente in forma di cuore, dagli orecchini, agli stencils sul muro. Gisella, estenuata, chiede a Salvo di comunicare a Valentino che lo sta per lasciare; Salvo dal canto suo ha difficoltà a trovare il coraggio di perforare la nuvola rosa in cui l'amico naviga, molti metri al di sopra del suolo, ed è frequentemente distratto dai suoi intenti dal contemporaneo tentativo di far breccia nel cuore di Natasha, la loro guida russa. Ma una sua vecchia amica appena tornata dagli States si è resa conto che gli vuole bene... Da queste premesse parte la nuova commedia degli equivoci di Ficarra e Picone, il migliore duo comico in circolazi…

I Watsons

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Secondo inedito di Jane Austen, è un cominciamento abbozzato di un libro che si prospettava interessante come Pride and Prejudice, ma triste come Mansfield Park.
Emma è giovanissima e ha vissuto gli ultimi quattordici anni in compagnia di una zia raffinata e facoltosa. Come accade, però, talora, un rivolgimento della sorte la fa ripiombare nella miseria economica ed intellettuale, in seno alla sua famiglia d’origine che non tarda a farle pesare come ella sia un’ulteriore e inutile bocca da sfamare, in un mondo in cui primo dovere di una donna è combinarsi un matrimonio vantaggioso.
In mezzo a sorelle poco incoraggianti, Lord presuntuosi e bellocci, giubbe rosse piene di insulse mostrine e affascinanti poco di buono, sarebbe riuscita la nostra eroina –possibilmente in compagnia della sua nuova unica amica Mary- a trovare un buon partito da amare? Considerata la penna, scommetterei sul sì, ma mai nessun inizio mi era sembrato meno ottimista di questo, che rispecchia alquanto le difficoltà…

Tomboy

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Appena trasferitasi in una banlieue medio-borghese della periferia parigina, Laure si sente a suo agio soprattutto in casa, con la sorellina Jeanne, la mamma incinta di nove mesi e un sensibile papà che "lavora col computer". La vita all'esterno del microcosmo familiare è un po' più difficile invece, fra continui traslochi e una la propensione verso uno stile di vita "tomboy" che doeva già aver messo in ansia la mamma in tempi precedenti. Scambiata per un maschio da una vicina di casa, Laure si ribattezza Michael e vive l'agosto dei suoi dieci in un limbo di confusione di genere, stringendo un legame affettuoso con Lisa. Dopo qualche tempo Jeanne viene a conoscenza della menzogna, ma dimostrandosi il personaggio secondario più vitale e sveglio di tutto il film, la copre, per permettere finché è possibile alla sorella di manifestarsi nella forma in cui si sente più a suo agio. La definizione di genere e della preferenza sessuale è un percorso lungo e spe…

Calvin & Hobbes

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Calvin è il figlio che nessuno vorrebbe avere: perennemente in disordine, ignorante, arrogantello, maschilista in erba, croce dei suoi genitori e, soprattutto, combinaguai all’ennesima potenza.
Hobbes, al contrario, è il tigrotto che tutti vorremmo adottare: è un pupazzo di pezza che tollera il lavaggio in lavatrice, ma quando è solo con Calvin diventa il suo compagno di giochi, confessore, filosofo privato anti-umanista-filo-felino, difensore, complice e torturatore (quando si apposta per tendergli agguati semi-assassini).
Com’è che due genitori apparentemente normali, una letterata e un ingegnere dell’Ufficio Brevetti, hanno concepito un figlio così disfunzionale, dall’immaginario sorprendentemente catastrofico? Ce lo spiega l’autore, in uno dei tanti volumi-strenna usciti per qualche ricorrenza: la natura di Calvin, così come quella di Hobbes, non riguarda né una peste con una patologia da iperattività né un animale parlante di stampo Carroliano, ha piuttosto a che fare con la differ…

Midnight in Paris

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Finalmente Woody Allen ha trovato un attore che lo rimpiazza efficacemente, ed è credibile nel portare avanti la sua poetica di ricerca filosofica, psicologica e metafisica.
Gil (Owen Wilson) sta visitando Parigi con la fidanzata Ines, mentre cerca di finire il suo romanzo. Di solito vive a Holliwood, dove è sceneggiatore molto apprezzato, ma vorrebbe fuggire nell'età dorata della parigi Anni Venti; come per miracolo, una sera in cui tenta di sfuggire al pedantissimo amico della compagna, si ritrova ad un party, circondato da Zelda e Scott, Cole, Ernest, Pablo e Gertrud, Salvador e Louis. Ovvero, Fitzgerald e consorte, Porter, Hemingway, Picasso Stein, Dali e Bunuel. Ah, dimenticavo Man Ray.
Di giorno Gil continua la vita "reale", con cui si scontra acremente, e di notte trova rifugio nell'oro dei Twenties e nei riccioli bruni di Adriana, musa degli artisti (Marion Cotillard), finché costei non gli rivela la nuda verità, cosi facilmente invisibile agli occhi: nessuno c…

The quiet american

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Thomas Fowler è un giornalista inglese di mezza età che da anni vive nel Vietnam di Ho Chi Minh, lavorando come freelance per varie testate londinesi. Qui ha trovato anche la sua ragione di vita, una incantevole fenice (Phuong) che non può sposare, essendo vincolato al matrimonio cattolico contratto con la moglie inglese molti annni prima. A turbare le loro vicende private e pubbliche arriva Pyle, un medico pieno di fervore pronto ad attraversare campi di battaglia per guarire i bambini dal tracoma. Un americano tranquillo, insomma, pieno di buoni sentimenti e colpito dallo strale di Eros al primo avvistamento di Phuong. Egli non è sposato e, facendo leva su un'ingenua bugia di Thomas, gli sottrae la giovane amata, ma forse nasconde qualcosa di più inquietante di un antico legame coniugale. A cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in piena guerra fredda, molte spie americane vagavano per le terre di nessuno tentando di farle loro, e costruivano gli albori della CIA. Per il ben…

Baiser volé - Cartier

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L'ultimo nato in casa Cartier è un inno alla femminilità discreta e romantica. Cuore di giglio e giacinto, con qualche accenno nascosto di rosa e zucchero, riesce a non essere stucchevole. Se da un lato la fragranza è poco sfaccettata, è anche vero che è molto raffinata e delicata; a tali doti si aggiunge una notevole persistenza. Squisito spot con due innamorati che ballano sospesi nella magnifica cornice del Grand Palais parigino, trionfo di architettura Nouveau.

Thank you for smoking

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Jason Reitman ha diretto quattro film: Thank you for smoking (TYFS), Juno, Tra le nuvole e Young Adult; non ho ancora visto quest'ultimo, uscito nel 2011, ma gli altri sono tre centri nel bersaglio. TYFS in apparenza narra la storia di un lobbista che difende le ragioni delle multinazionali del fumo e tenta di convincere potenziali acquirenti che le sigarette sono meno dannose di quel che vogliono farci credere frotte di politici salutisti. In realtà ci parla del fatto che avere a disposizione un secondo parere è la vera radice della democrazia, quale che sia l'oggetto del contendere, perché la vera libertà è il poter scegliere consapevolmente, e non farsi indottrinare -fosse anche con dottrine positive. Nick Naylor ha un lavoro per il quale è adattissimo, un'ex-moglie, un figlio intelligente che lo adora, un capo-"Capitano" cinico come un vecchio eroe del Western, due amici che ne condividono il mestiere (una difende le ragioni dell'alcool, l'altro quello…

Così parlò Bellavista

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Il Professor Bellavista è ormai in pensione e del suo filosofare beneficiano i familiari più intimi, senza troppo entuiasmo, e uno sparuto gruppo di amici di varie estrazioni sociali, che si riuniscono nel suo salotto a discutere dell'antica contrapposizione tra Epicurei e Stoici.
Nel loro edificio si è appena trasferito il signor Cazzaniga, da Milano (e già per questo visto con sospetto), che pur essendo ai vertici dell'AlfaSud si presenta al lavoro con puntualità. Mentre questo confronto di posizioni si approfondisce in un'amicizia, la figlia del professore si scopre incinta e cerca di metter su casa con il fidanzato, architetto disoccupato che eredita un negozio di immagini sacre, presto insidiato dalla camorra.
Non si può negare che tanti luoghi comuni infestino questo film, lontano dal capolavoro, però, mettendo da parte per una volta gli snobismi, si deve riconoscergli il merito di far divertire con grande garbo, senza mai essere volgare. Finale un po' malinconico…

Jane Eyre

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Una ragazza si aggira al tramonto, fradicia di pioggia, nella moorland inglese. Balbettante, viene soccorsa da un pedante parroco attorniato dalle sue sorelle, ed è finalmente in forze sufficienti a ripescare dal suo passato recente quei ricordi che spiegano come e perché è giunta fino a lì.

Orfana e povera, è stata educata a Lowwood, dove la sua più cara amica le è morta fra le braccia. Sola al mondo, soprattutto affettivamente, accoglie con gioia il suo primo impiego di istitutrice a Thornfield ("Campo di spine"), ma sogna la libertà che ad una donna indigente del suo tempo non era concessa. Nella sua nuova casa incontra la benevolenza (Mrs Fairfax) e la passione (Mr Rochester), ma il suo amore ha un grande ostacolo, che si aggira nelle notti fredde di vento e di brughiera, ha lunghi capelli neri e occhi blu e labbra rosse di demone e un'ossessione feroce.


La protagonista ambisce all'indipendenza e alla libertà di un uomo, non quella che un uomo potrebbe darle in ves…

Elizabethtown

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Drew (O. Bloom), designer di scarpe sportive, ci introduce nel suo mondo chiarendoci la differenza tra fallimento (passeggero, comprensibile) e fiasco (il disastro totale): lui è appena stato artefice di un esempio del secondo genere, avendo trascinato la fiorente azienda per cui lavora(va) sull'orlo della bancarotta. Messo alla porta dal capo, Phil (A. Baldwin), vede dileguarsi anche la fidanzata Ellen (J. Biel) e pensa di ricorrere a soluzioni estreme in una sorta di comico hara-kiri meccanico, quando la sorella sconvolta lo informa dell'improvvisa morte del padre. Mentre la madre (S. Sarandon) si dedica ad una serie di svaghi che la aiutino ad elaborare il lutto, Drew si reca ad Elizabethtown per organizzare i funerali e nel viaggio incontra Claire (K. Dunst), una hostess allegra, invadente e buona. Alle prese con il paesaggio culturale dell'entroterra del Sud e con la salma che qualcuno vuole cremare, altri vuole seppellire, il rapporto fra i due giovani si stringe, ma u…

Breaking Dawn - Sala 2 al Lux

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Il Lux è uno dei cinema storici di Torino, costruito durante il Ventennio (ne porta tutte le stigmate architettoniche) e restituito ai fasti della passata grandeur da un recente restauro, in occasione dell'anniversario dell'Unità d'Italia. La sala 2 è media, come medio è lo schermo, e ieri era assolutamente VUOTA salvo che per noi. Mai abbiamo avuto un'intera camera di riproduzione ad uso privato -mi sentivo come The Aviator, finché non sono arrivate tre bambine a film iniziato, e se ne sono andate prima della fine. Il film mi ha sorpreso molto: ero pronta a lanciare tutti i miei strali sull'ennesimo scarabocchio cinematografico targato Summit, ma mi sono dovuta ricredere. Non è certo un capolavoro, ma è più che discreto. Il regista sembra saper fare il suo lavoro, la sceneggiatrice ha operato scelte intelligenti e gli attori, incredibilmente, recitano. Persino Pattinson. il ridicolo involontario a cui ci avevano abituato è pressoché assente. La coppia più strana del…

Firenze 2011

Dopo i vari congressi ed eventi, ho chiuso l'anno in bellezza con un Corso Monografico sulle Cefalee. Questa dimensione molto specialistica e ristretta mi è piaciuta moltissimo e non stucca; pochissimi partecipanti, circa trenta, a lezione dalle nove alle diciannove come una classe liceale, uniti dal desiderio di apprendere più che da quello di esibirsi. Lungi da me criticare ipocritamente la natura dei megacongressi, visto che vi partecipo tutte le volte che ne ho possibilità, ma la dispersione e la tendenza alla diversione, bombardati da mille stimoli e sponsor, sono in agguato costante. Invece in questa occasione mi sono sentita di nuovo una discente, accudita e stimolata da un confronto continuo con i colleghi di tutta la penisola.
E Firenze? Naturalmente ho visitato pochissimo della città, che conoscevo per un'incursione approfondita, ma di questa puntata porterò con me alcuni ricordi particolari:
-il Grand Hotel Baglioni: è la sede ufficiale della Scuola Superiore Interdis…

Il Giardino delle Vergini Suicide

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I coniugi Lisbon hanno cinque figlie belle e bionde, tra i tredici e i diciassette anni, da loro costrette a vivere dentro una campana di vetro. Quando una strana malattia inizia a corrodere gli olmi del quartiere, la più piccola, Cecilia, tenta il suicidio, e ai genitori viene consigliato di lasciare maggiore libertà alle raagazze, perché imparino ad esprimersi meglio al mondo circostante; peccato però che nessun progetto potrebbe essere più inviso alla madre (K. Turner) controllante e al padre (J. Wood) assente e svagato. Cecilia persiste nel suo intento e si getta dalla finestra impalandosi sulla ringhiera del giardino, che diventa la principale imputata della tragedia. Le altre quattro ragazze riprendono a frequentare la scuola, ma hanno evidenti difficoltà di integrazione e sembrano ignorare volutamente il loro enorme lutto. La più bella e intraprendente, Lux (K.Dunst) si lascia coinvolgere da Trip (J.Hartnett), giocatore di football corteggiatissimo, lo accompagna al ballo della…