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Visualizzazione dei post da 2012

Albert Nobbs

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Dopo le vacanze natalizie e la ripresa italiana (attenzione, sono tornata!!), rieccomi a scrivere i miei posticini (postini?... ehm, piccoli post!). Albert Nobbs (Glenn Close) è un perfetto cameriere irlandese, che nasconde un segreto sotto i suoi atteggiamenti a metà tra i maggiordomi di Ishiguro e quelli di Downton Abbey: è una donna che, violentata da ragazza, ha deciso di ritagliarsi un posto autonomo nella vita della Dublino ottocentesca. A sorpresa, trova un'amica che come lei si traveste da uomo, e comincia a desiderare concretezza per il suo sogno di aprire una tabaccheria. Individua anche una possibile moglie nella cameriera interpretata da Mia Wasikowska, che però si invaghisce di un poco di buono... Molto bello esteticamente ed estremamente curato nella recitazione, il racconto cattura subito l'attenzione e la mantiene per tutta la definizione del personaggio principale. Le attrici sono spettacolari. La sceneggiatura non è male, e avrebbe un ritmo andante con brio, ma…

il pranzo di Babette

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Sulla costa occidentale della Danimarca, in un paesino sperduto, le figlie di un pastore luterano vivono in volontarie ristrettezze e respingono ogni pretendente per rimanere fedeli, dopo la morte del padre, al loro compito di guide della comunità spirituale. Un giorno accolgono Babette, una signora francese sfuggita ai massacri della Guerra Civile francese della Repressione della Comune; dopo quattordici anni Babette vince una grosa somma, ma invece di tornare in patria spende tutto per offrire alla comunità religiosa una cena favolosa. Nonostante i timori delle sorelle riguardo alle tentazioni del cibo e del vino, la cena è il coronamento di una vita di generosità, in cui "rettitudine e felicità si sono baciate". C'è tantissima malinconia nella vita ritirata e coartata delle sorelle, ma anche tanto desiderio di fare bene e di vivere nella Fede: ci vuole Babette, donna umile ma fiera come una regina, per mostrare loro come il piacere non sia necessariamente peccaminoso, …

Saturday

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Henry Perowne, neurochirurgo di grido nella migliore neurologia europea, comincia il suo sabato mattina osservando un aereo che si schianta su Heatrow. Siamo nel febbraio 2003 e la cognizione di "banale incidente" è stata spazzata via da un 11/9 che ci ha lasciati basiti. Domandandosi che mai sarà successo, inizia le sue commissioni, incrocia dei manifestanti pacifisti (bisogna o no invadere l'Afghanistan?), ha un incidente stradale che lo mette a confronto con un piccolo criminale violento e affetto da Huntington, gioca a squash, prepara la zuppa di pesce per la riunione familiare in cui la figlia poetessa rivedrà il nonno poeta, va alle prove del figlio chitarrista, finché la violenza che si sforzava di tangerlo da lungo tempo gli entra in casa con la forza. Il primo libro di Ian Mc Ewan che ho letto mi era piaciuto assai (Espiazione), ma questo è ancora meglio: non conosco la trama prima di cominciare, lo stile è -se possibile- ancora più perfetto, i temi affrontati so…

Les Témoins de la mariée (I testimoni della sposa)

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Il bellissimo, ricchissimo, corteggiatissimo Marc all'avvicinarsi del Natale sconvolge i suoi  amici (Bany' il tuttofare, Marlène la gallerista, Jean-Claude l'alberghiere e Lucas il giornalista) rivelando le sue intenzioni di sposarsi, dopo anni e anni di amorazzi folli. E si sposa con una ragazza giovanissima, forse un po' rozza all'apparenza, che di professione fa la falsaria di opere d'arte. Arriverà da Hong Kong la settimana seguente e i quattro faranno loro da testimoni. Pochi giorni dopo, però, si schianta al volante della sua E-Type Jaguar e gli amici si trovano nell'imbarazzo di accogliere all'aeroporto una fidanzata che è divenuta inconsapevolmente vedova prima di impalmare. Con la morte nel cuore e il terrore di distruggere la nuova vita di Yun-Xiang la portano in giro per Parigi, a scoprire qualcosa in più su di lei... E' molto ingenua, la ragazza? O molto furba? Sa che Marc è morto? E se sì, come l'ha scoperto, visto che era su un volo…

The constant gardener

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Justin è un tranquillo diplomatico inglese distaccato nell'Africa sub-sahariana, la cui più pressante occupazione è di coltivare le sue piante rare, fino al giorno in cui non uccidono Tessa, la sua giovane e bella moglie che non sapeva stare zitta. Dopo un matrimonio-lampo, Tessa lo aveva seguito in Kenya e cominciava ad interessarsi alle aziende farmaceutiche e ai loro trials più o meno limpidi, condotti sulla popolazione indigena che non ha altre possibilità di accedere alle cure. Lo spunto è buono, e molto interessante; inoltre il regista aveva a disposizione un ottimo cast, da R. Fiennes a B. Nighy a R. Weisz, che ha preso Oscar e Golden Globe per la sua performance. Le Carrè, autore del romanzo, si era vagamente ispirato ad una vicenda rimasta nebulosa che aveva per protagonista una notissima azienda farmaceutica (la più florida al mondo, credo, grazie anche a certe losanghine color puffo), ma nel film non si capisce mai se stiamo guardando un thriller, un film di denuncia o u…

Star Wars - La vendetta dei Sith (Ep III)

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Mi sarebbe piaciuto dire che chiudiamo in bellezza con il film più premiato e approvato della seconda trilogia, ma -controcorrente- devo dire che è quello che mi è piaciuto meno.  La storia la sapevamo fin dall'inizio: Jedi Eletto ma molto sconsiderato mette incinta Senatrice del Congresso e, travolto dalle sue insicurezze, passa al lato oscuro della Forza. Dunque il cavallo di battaglia della saga, che è la trama romanzesca pur senza un supporto scritto all'origine, ce la siamo giocata: non c'è mai effetto sorpresa, sappiamo già tutto, e non ci viene detto nulla di più. L'altro punto forte del film è lo stile visivo, curato, patinato, dettagliato e oscuro. Tutto si fa sempre più buio: gli inseguimenti in uno spazio sempre meno illuminato (o in esterni notte), la stanza del Consiglio Jedi dove le tapparelle si abbassano sempre di più, l'anfiteatro del Senato e l'alcova dei due piccioncini. Tutto ha dei forti accenti pittorici, fino ad arrivare a richiami esplicit…

Star Wars - L'attacco dei cloni (Ep. II)

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Mentre Obi-Wan si domanda se ha fatto bene a tenere la sua promessa di educare Anakin, il suo giovane padawan colla treccina bionda dà prova di forza, arroganza e poca professionalità. Lasciato a custode della regina Amidala, passa il suo tempo a cercare di sedurla, cosa che a lei palesemente non dispiace. Insomma, non proprio l'irreprensibilità che uno sogna in uno Jedi, e tantomeno nel pudore virginale della Regina Repubblicana (sì, l'universo di Lucas è politicamente convoluto). In missione solo soletto -dacché in questo episodio sembra l'unico a lavorare- Obi-Wan scopre che uno Jedi dato per morto aveva organizzato un'armata di cloni che adesso è quasi pronta, anche se non si capisce bene per quale scopo. Sebbene questo film sia la pietra miliare della Computer Grafica, a livello visivo è forse meno attraente dell'Ep.I; lo stesso problema si riscontra anche a livello della trama, meno avvincente rispetto al predecessore. In più hanno dato un piccolo ruolo a Ja…

Star Wars - La minaccia fantasma (Ep. I)

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Dopo anni passati a domandarmi che cosa vedessero i fan più accaniti nella trilogia originale, ho provato a dare un'occhiata alla nuova. Ambientato circa trent'anni prima, il primo dei tre prequel ci mostra uno Obi Wan Kenobi (E. Mc Gregor) imberbe ma simpatico, alle soglie della nomina, che col suo mentore (L. Neeson) , durante una missione diplomatica apparentemente banale, scopre due cose inquietanti: 1.alla radice dell'embargo di uno dei pianeti della Repubblica forse c'è qualcosa di più sinistro che un mero interesse economico; 2.su un pianeta di diseredati (Tatooine) c'è un ragazzino nato da sola madre (ehm... partenogenesi??) che potrebbe essere l'Eletto, visto come la Forza gli risponde. A differenza che nella serie classica, tutto in questo primo episodio è bello e curato, dal décor patrizio, alle vesti dei personaggi, agli attori, tutti bravi e attraenti. Tanto è scialba e ordinaria la Principessa Leia, tanto è bella e raffinata Amidala, interpretata …

Il mio nome è Rosso

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E già, ma il protagonista (umano) si chiama Nero, e dopo 24 anni di esilio torna nella sua meravigliosa patria con la speranza di sposare la sua bella. Peccato che si trovi a dover scoprire un assassino tra i miniaturisti più abili del sultano, tutti intenti a lavorare ad un libro rivoluzionario in cui la tradizione orientale si fonde col disegno occidentale. Tutto un mondo di convinzioni filosofiche, artistiche, politiche e religiose si sente minacciato da queste novità che giungono da Venezia. La prospettiva, per esempio: non c'è legge artistica più desacralizzante.  Tre romanzi in uno, dunque: il giallo, il rosa, il filosofico (per questo non so che colore chiamare in causa). Il migliore, e più curato, dei tre aspetti è l'ultimo, mentre il giallo è il meno credibile. Mi ha lasciato perplessa invece la storia d'amore, con la Bella Sekure innamorata dei suoi figli e di suo padre molto più che del suo amante; perlopiù si ha l'impressione che il suo interesse sia assicu…

Manifesto -Yves Saint Laurent

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L'ultimo nato in casa YSL ha un nome imponente, ma promette più di quanto non mantenga. Dovrebbe essere il biglietto da visita di una donna decisa, audace, sicura di sé, sensuale e innovatrice. Per contro, ha una partenza molto lenta, con note di testa poco pronunciate e molto volatili, non facilmente identificabili (ribes e bergamotto, più qualche nota verde che al primo impatto ricorda un po' Ô de Lancôme): insomma, proprio tanto audace non saprei.  Si riprende un po' con il cuore e con il fondo, che emergono con carattere dopo 30-60 minuti, a base di gelsomino e mughetto. E' questa la parte più godibile, sostenuta da una base legnosa e lievemente ambrata, la cui proprietà di maggiore spicco è un'elevata persistenza.  In sintesi, il profumo non è male, ma non è sconvolgente. Non ha nessun carattere di innovazione, e alla faccia del nome, non parla di una donna dalla femminilità assoluta. E' gradevole, ma tende a dimenticarsi, o a confondersi con precedenti più i…

Appunti di un giovane medico

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Anche noto come  Racconti di o Diario di un giovane medico, è questa un'opera che amo dal profondo del cuore e che consiglio a tutti voi che passaste di qui di recuperare. Probabilmente farete un po' di fatica, ma verrete ripagati dalla lettura; inoltre, essendo stato pubblicato in Italia da Newton & Compton e da BUR, il prezzo di copertina è modico. Ho ripercorso con la mente questo notevole libretto questa mattina, allorché la ragazza infreddolita davanti alla stazione di Antibes mi ha praticamente obbligato ad accettare uno dei quotidiani gratuiti locali, già aperto e corredato di merci-et-bonne-journée: cosa hanno visto i miei occhi sullo spiegazzato giornaletto? Daniel Radcliffe che divide la vasca da bagno con un omone di nome Jon Hamm.  Ebbene, stento a crederci -perché questo libro non è certo un best-seller- ma il mio carissimo Appunti.. verrà ridotto in una miniserie britannica (non BBC, e qui comincia la paura). Dico subito e a scanso di equivoci che sono contenti…

Tempi Moderni

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L'eredità della Seconda Rivoluzione industriale ai tempi della Grande Depressione: chiunque ne avrebbe tratto un drammone lacrimoso indigeribile, ma il genio di Chaplin ne ha fatto un capolavoro immortale. Proprio di genio si deve parlare riguardo all'artista, di genio leonardiano: chi altri era capace di ricoprire i ruoli di regista, sceneggiatore, attore, produttore e compositore della colonna sonora, con tali incredibili risultati? Only Charlie Chaplin, of course. Schiacciato dagli automatismi disumani imposti dalla catena di montaggio, Charlot esplode in un accesso di follia e perde il lavoro; a causa di miste sfortune perde altresì la libertà, ma la riguadagna con onore grazie ad un atto eroico involontario (sotto la spinta di un eccitante sventa un attentato in carcere). Tornato nella società, incontra e si innamora ricambiato di una dolce vagabonda e insieme attraversano una serie infinita di peripezie con un unico comune denominatore, la fame. Il finale è speranzoso, ma …

Last night au Chateau Marmont

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Il Diavolo vola a Hollywood, nella traduzione italiana. Non capisco se è solo una questione di marketing, per assicurarsi vendite a traino del notissimo Il Diavolo veste Prada, o perché dopo aver azzeccato questo ottimo primo libro la Weisberger continua a scriverne delle copie, più o meno riuscite. Nell'ordito si riconosce il solito punto saliente: ragazza relativamente provinciale, dopo tanta fatica, viene a contatto con il dorato mondo del denaro, variamente declinato (industria del lusso, cocktail party, jet-set musicale), si lascia tentare dalla superficie brillante della situazione, tradisce qualche ideale giovanile e si ferma in tempo volgendo le spalle al successo ma tornando all'amore dei suoi cari. In questa versione la variante fondamentale è che la parabola interessa indirettamente la protagonista, e travolge invece suo marito: una coppia di trentenni conosce la fama internazionale dopo anni di studi, perché lui riesce infine a pubblicare un CD di sue (…

The 2nd law - Muse

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Ho aspettato un po' prima di commentare l'ultimo album, per non farmi prendere dalla prima impressione. Molto raramente, infatti, le canzoni dei Muse mi piacciono al primo ascolto, e spesso quelle che più mi attraggono subito sono quelle che poi meno apprezzo a lungo termine. Decisamente i tempi di Showbiz sono finiti e Origin of Simmetry è un ricordo lontano, ma non possiamo neanche pretendere che dei trentenni continuino a rifare cose che producevano dieci anni fa; quanto al barocchismo che viene loro rimproverato, bisogna riconoscere che è una componente fondamentale del loro musicare e che la tendenza al rococò massimalista è ahimè generalizzata, da Lady Gaga a Florence+The Machine (vedi Ceremonials vs Lungs). Fa parte dei tempi, credo derivi un po' dalla crisi serpeggiante: d'altronde si sa che quando c'è una flessione economico-politica si vendono più rossetti e aumentano le foglie di acanto sui capitelli. A parte queste considerazioni di ordine generale, Su…

Skyfall

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Subito dopo il primo, l'ultimo Bond, fresco di sala.  Con Sam Mendes procediamo nella dissezione del mito, scavando nelle sue origini, nelle sue angosce, nei suoi drammi nascosti. La lista degli spioni britannici infiltrati in tutto il mondo è stata rubata, per essere resa pubblica: nel tentativo di recupero Bond viene colpito da fuoco amico e dato per morto. Tornato da M, che lo aveva sacrificato, per senso del dovere (sarà solo questo?...)si getta sulle tracce dell'ex-agente folle e spietato che minaccia di distruggere la MI6 e l'ordine costituito, per vendicarsi di M che, a suo tempo, aveva sacrificato senza troppi complimenti anche lui.  Cosa non viene fuori dalle nostre ombre! In tutto ciò che ci lasciamo dietro come desueto e sterile forse ancora c'è del buono da recuperare; la vecchiaia è molto criticata oggi, non è più di moda, e, se è assolutamente necessario guardare al futuro, non è vero che gioventù sia sinonimo di innovazione.  Non so se militarmente parl…

Agente 007 - Licenza di uccidere

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Il primo di una lunghissima teoria di film, introduce tutti i topoi della serie.  Si comincia con la famosa sequenza gunbarrel, allietata dalla immortale colonna sonora e animata da silouhettes di uomini armati e donne attraenti; di qui, tre "topini" ciechi uccidono il nostro uomo in Giamaica e al grande capo M non resta che mobilitare il suo agente migliore, 007. Lo troviamo per la prima volta al Casino, tempio della dissoluzione sdoganato dall'allure della spia con licenza di uccidere che ci guarda direttamente e sfacciatamente coi suoi occhi birichini mentre si presenta: Bond, James Bond. Di lì in avanti sarà sempre così, bello impossibile, azzimato nei momenti più improbabili, pieno di charme e sex appeal ma privo di romanticismo (apparentemente), sardonico, ricco di risorse e di spirito d'iniziativa, pilota provetto, tiratore infallibile, amante del lusso ma capace di adattarsi alle asperità. Insomma un antieroe con una tendenza al perfezionismo, lontanissimo dal…

I Vitelloni

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Il problema dei "Bamboccioni" evidentemente esisteva in Italia già molto prima che qualche politico inventasse questo epiteto (perlopiù gratuitamente insultante per tutta una serie di giovani con Tutta la vita davanti, vedi film di Virzì). Nell'Italia del dopoguerra cinque amici passano il loro tempo a trascinarsi da uno sterile divertimento ad un altro, finché Fausto, lo sciupafemmine, non mette incinta Sandra, la sorella dell'amico Moraldo, e viene costretto a sposarla. Apparentemente neppure l'imminenza della paternità basta a calmare i bollenti spiriti di Fausto, che continua a trascurare la consorte e l'impiego in un negozio di oggettistica sacra trovatogli dal suocero (idea poi ripresa in Così parlò Bellavista) per combinarne una per colore con Alberto (Sordi), il parassita depresso del gruppo, Leopoldo, l'intellettuale scrittore di teatro abbordato da un attore su una spiaggia "pasoliniana", e Riccardo. Alla fine solo Moraldo trova il cor…

Un anello da Tiffany

Lui professore universitario londinese compra costosissimo anello a lei editrice snob di rinnegate origini irlandesi. La di lui pargoletta lo perde in meno di dieci minuti (sospetto con dolo), lasciandolo nelle mani di imbranato irlandese smargiasso che non dice alla neo-fidanzata di esserne venuto in possesso per caso. Il prof parte alla ricerca dell'anello perduto e trova l'adorabile pasticcera siculo-irlandese inconsapevole custode del brillante e la sua amica TestaRossa. Riuscirà l'ansiosisima bambina, unico personaggio simpatico del libro, ad avere una matrigna (ammesso che la voglia)? Terribile e incredibilmente noioso. Non leggetelo o, se lo fate nonostante questa recensione, non dite che non eravate stati avvisati. Raramente ho letto qualcosa di così sciatto, piatto, prevedibile e sterile, con dei personaggi assolutamente statici e amebici, totalmente privo di humour e di ritmo. La romantic comedy peggiore di sempre, di una tal Melissa Hill, che mai avevo sentito p…

Wicked appetite

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Se volete davvero divertirvi, bisogna mettere in conto un piccolo sforzo: questo libro non è ancora stato tradotto in italiano e, considerato l'impegno editoriale profuso per diffondere orribili libri strappalacrime e finto-sentimentali sempre in testa alle classifiche, dovremo aspettare ancora un po'. Se, al contrario, per voi l'inglese non è un problema ma un piacere, Wicked Appetite è CONSIGLIATISSIMO.  Lizzy è una quasi-trentenne con una vita normale, un lavoro da pasticcera che ama profondamente e un'adorabile villetta antica lasciatale in eredità a Salem. A sconvolgere la sua vita arriva un bellone biondo dal fascino stropicciato che le rivela i suoi superpoteri e la trascina alla ricerca delle pietre sei Sette Peccati Capitali, da recuperare prima dell'antagonista sofisticato, bruno e anemico, Grimoire (per gli amici Wulf).  L'Urban Fantasy di Janet Evanovich è pieno di comicità surreale e scene prese a prestito dai cartoni animati Warner Bros, gatti ninja…

Modena 2012

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Dopo Riccione, quest'anno i cefalologi hanno deciso di riunirsi a Modena, nel centro congressi del Policlinico. Purtroppo l'ospedale non è proprio in centro, e i bus qui non passano mai, ma in venti minuti si riesce a raggiungere la piazza del Duomo a piedi. Nonostante il ritmo piuttosto serrato delle riunioni scientifiche, sono riuscita a ritagliarmi un'oretta ieri sera, per prendere l'aperitivo con una cara amica di questi luoghi al Caffé Concerto, suggestivo locale dagli alti soffitti in pietra e musica dal vivo in permanenza. A seguire, cena all'interno dello splendido Palazzo Ducale, ora sede dell'Accademia Militare. All'entrata abbiamo incrociato una lunga teoria di cadetti in libera uscita, tutti tirati a lucido (come l'Arma comanda), con spadino al fianco, e di corsa. Sì, perché tutti i cadetti del primo anno devono sempre spostarsi correndo, anche se devono solo passare dal dormitorio alla portineria del palazzo. Negli anni successivi possono …

Giulietta degli spiriti

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Giulietta... che fai? Hai paura? Si', fondamentalmente Giulietta ha paura di vivere. Nata in una famiglia altolocata e cresciuta in convento tra suore bigotte, ora fa la moglie devota e cieca di Giorgio, ricco pierre che l'ha parcheggiata in una lussuosa villa per gironzolare con l'amante. Lei, sconvolta, piuttosto che affrontare la realtà si fa coinvolgere dallo spiritismo, e inizia a sentire voci un po' inquietanti che la spingono a ricordare episodi passati e ad affrontare tabù ancora attuali, in particolare legati alla fede e al sesso.  In un universo famigliare che brilla per freddezza, solo il nonno le ha lasciato un'impronta positiva, pronto a schermarla dalle devianze di una religione vissuta in modo passivo e martirico, almeno fino a quando non abbandona tutto per fuggire con la splendida ballerina di un Circo, che ora Giulietta immagina con le stesse fattezze della sua vicina di casa, donna sexy e disinibita che la espone (finalmente!!) alla tentazione. I…

take me home tonight

Gli anni Ottanta sono tornati di moda un po' dappertutto, nell'abbigliamento e nella musica, nell'arredamento e anche nei film. A me piacciono pure, gli Eighties: intanto ci sono nata, poi erano pieni di colore e di pazzia (forse anche dovuta al boom della cocaina... non saprei, ero decisamente TROPPO giovane per valutare questo aspetto!) e di ottimi fumetti di importazione giapponese. Questo per dire che se il film non mi è piaciuto, non è per la sua ambientazione, ma -al contrario- nonostante il setting.  Il protagonista (T.Grace) è un trentenne laureato che vegeta a casa dei suoi, non ha una vita affettiva né lavorativa, fatto salvo l'impiego come commesso in un videonoleggio. Rivede per puro caso la ragazza di cui era innamorato al liceo, la segue ad una festa insieme al suo buddy neo-licenziato (su una Mercedes rubata all'ex-capo di quest'ultimo) e mentre l'amico viene invischiato in loschi traffici di ricconi loschissimi la fa sua su uno di quei mate…

Chico e Rita

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Se vi piacciono i film di animazione questo non vi deve mancare, ma anche se non vi piacessero consiglierei comunque una visione.  Immediato secondo dopoguerra, La Havana: Chico è un pianista jazz donnaiolo e individua la cantante dei suoi sogni nella bellissima Rita, dalla voce calda e struggente. Inizia così una storia d'amore destinata a durare una vita, fra piccoli tradimenti e grandi abbandoni, speranze tradite, amicizie pericolose e tantissimo jazz. Avrà un lieto fine questo bolero tormentato, trascinato in giro per tutto il continente americano? I pareri sono discordanti (forse perché il finale a me per esempio non è sembrato tanto consolatorio, anzi), ma il film rimane bellissimo. Mi piacciono molto non solo la storia, ma anche il disegno morbido e curato: Rita è una donna bellissima con un vero corpo, molto sensuale, non un'intellettualizzazione di figura femminile. Ovviamente, pero', la parte del leone è quella della colonna sonora, a firma Bebo Valdés. che mi …

Le vite degli altri

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Terzo film tedesco ad aver vinto un oscar, Le vite degli altri è uno di quei film la cui grandezza mi sfugge. Wiesler, capitano della Stasi, si trasferisce accanto a Georg Dreyman, un drammaturgo sospettato di attività antisocialiste, per spiarlo e comprometterlo. Però, come accade a volte, l'integerrimo burocrate tutto pieno di  ideali e buone inclinazioni, si lascia corrompere dalle aspirazioni antidittatioriali dell'autore e da un libello di Brecht. Niente paura, a tradire il protagonista ci pensa la sua amante Christa, donna affascinante e instabile. Cosa farà il rigoroso Stasi? Ora, non c'è nulla che non vada in questa pellicola: è ben filmata, ben diretta, molto ben recitata. Ha un aspetto molto germanico-est, con luci fin più che naturali (potrebbero quasi averlo girato quelli del Dogma 95). E' coerente con la Storia. Vanta un corredo musicale di prim'ordine. E allora, perché non mi piace? Ai miei è piaciuto, al mio fidanzato pure, ha vinto un sacco di premi…

Little Nemo in Slumberland

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In effetti oggi pensavo di parlare di un argomento diverso, ma Google mi fa notare che ricorre il 107° anniversario di Little Nemo. 

Con questo personaggio oggi poco noto, Winsor Mc Cay portò il mondo del fumetto la dimensione onirica che Carrol aveva inaugurato nella letteratura con la sua Alice; Nemo apre, chiudendo gli occhi, la porta di un non-luogo dolcemente spaventevole ove le leggi della fisica si interrompono insieme ai rassicuranti reperi della quotidianità. Se a noi lettori i sogni del bambino sembrano colorati e surreali, talora perfino divertenti, non può sfuggire come invece ai suoi occhi siano essenzialmente incubi, per quanto meravigliosamente istoriati in pieno stile Art Nouveau: le tipiche espressioni con cui il protagonista è colto sono la paura, mentre cade nel vuoto, e una meraviglia che sfocia costantemente nello sbigottimento di fronte a panorami e personaggi irreali.  I suoi viaggi nel reame di Morfeo hanno ispirato generazioni di fumettisti contemporanei, da Wa…

Hugo Cabret

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Lo Hugo del titolo è un piccolo gavroche, uno degli orfani della vecchia Parigi, che dopo la prematura scomparsa del padre si arrangia come può, tra piccoli furti perlopiù di croissants e la manutenzione degli orologi della Gare de Lyon. Mentre cerca di restaurare il prezioso e complesso meccanismo di un automa che il papà aveva salvato da un magazzino di un museo, conosce Isabelle e i suoi genitori putativi, Jean e George, che di cognome fanno Méliès. Comincia per lui il viaggio nel sogno, l’insieme misterioso di ombre che affolla le nostre menti esauste per distinguerci come umani, e nel percorso di autodeterminazione. Se, infatti, nucleo della nostra vita è trovare il nostro scopo –le persone più realizzate e felici non sono quelle che lo ma coloro che lo conoscono e lo perseguono con determinazione e serenità- non si può prescindere dal sogno, che ci indica il cammino. Esistono fra noi esseri luminosi il cui scopo è creare, alimentare e coccolare i sogni delle persone, cosicché po…

Paradiso amaro

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Matt vive alle Hawaii, ma anche all’ombra degli alberi del Paradiso Terrestre non è al riparo dal dolore: sua moglie, con cui viveva da qualche mese un’importante crisi coniugale, ha avuto un incidente durante una gara in motoscafo e ora è in coma, legata alla vita dalle macchine che la sostengono artificialmente. Mentre la figlia minore esprime disagio con i mezzi a sua disposizione, la maggiore, trascinando con sé un coetaneo apparentemente piuttosto deteriorato, gli rivela il tradimento della moglie. Nel frattempo bisogna decidere cosa fare della proprietà che da molto tempo sostenta tutta la famiglia di milionari, eredi dell’ultima principessa isolana: vendere e aumentare la liquidità o cercare un modo di proteggere l’arcipelago dagli investimenti delle multinazionali? Paradiso Amaro è un one-man-show, totalmente dominato dalla presenza di George Clooney, protagonista e voce narrante. L’ultimo vero divo di Hollywood, dotato di uno charme ormai leggendario, regge bene l’onere della …

Cato Zulu

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Hugo Pratt non era solo Corto Maltese, anche se senza dubbio il gentiluomo di fortuna dalla giacca bianca e l'orecchino rimane il suo personaggio più riuscito. Nella sua sete di sapere, in quella cultura sconfinata geografica, storica e interculturale, Pratt ci ha lasciato anche qualche accenno di un paio di antieroi, il più brutto e disgraziato dei quali è Catone Milton, soldato inglese disertore per caso, che girovaga nella Zululand nell'estate del 1879 alla ricerca della mitica città di Zimbawe. Dopo pochissime pagine -ché purtroppo abbiamo di Cato solo due brevi stralci di avventura- siamo già affezionati a questo cinico brutto anatroccolo (per sua stessa ammissione somiglia ad una papera) che pur fuorilegge malcreante non rinuncia a salvare una bella ragazza e cercare di proteggerla, a dare una mano ai suoi vecchi compagni quando se ne crea l'occasione e a battibeccare con Black Mamba, strega locale con i caratteri dell'omonimo personaggio di Kill Bill, giunto a …

Le Tre Sepolture

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Al confine con la frontiera messicana tanti immigrati clandestini cercano di guadagnarsi un posto negli States, e tra questi Melquiades, un bovaro di buona volontà che fa amicizia con Pete. Un brutto giorno la guardia Norton gli spara e lo sotterra malamente, coperto dai suoi superiori che decidono di insabbiare la vicenda, ma Pete (T.L. Jones) lo rapisce e lo costringe a riportare insieme a lui la salma nel suo paese natale, per darli degna sepoltura. Jones al suo esordio come regista filma un western franco e duro, incentrato sui valori dell'amicizia e della tolleranza. Si fa aiutare da Arriaga, lo sceneggiatore preferito di Inarritu (e anche discreto regista, vedi The Burning Plain), mentre la produzione è affidata a Besson, che ormai preferisce questo ruolo a quello dietro alla macchina da presa.  Non mi è dispiaciuto affatto, anche se qualche scena è piuttosto disgustosa -forse un filo compiaciuta- come quella dell'"alcolizzazione" del cadavere che comincia a de…

J'adore - Dior

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Ecco finalmente disponibile la versione colorata del mio penultimo post-disegno (inteso come disegno postato, non come "disegno post-moderno"). Ne approfitto per parlare anche del profumo che, nnell'immaginario collettivo si associa a questa immagine, ovvero l'immortale J'adore di Dior.  Si tratta ormai di un veterano dell'olfatto, datato 1999, eppure ancora attualissimo: combina infatti una morbidezza rassicurante di donna adulta allo sprint floreale e fruttato che "svecchia" il risultato finale. Insomma, dai venticinque ai centrotrenta, è sempre portabilissimo, e l'adattabilità è merce rara nel mondo della profumeria. Il suo segreto è il gelsomino, il gelsomino, il gelsomino, coniugato a seconda della versione con un pizzico di sandalo, con un po' di vaniglia, con un'ombra di rosa damascena, con l'Ylang-Ylang o un sentore di magnolia. In ogni declinazione, ci riporta con la fantasia ad una donna fieramente e spontaneamente forte (n…

The Spellman Files

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Tra Oblomov e il mio prossimo romanzo "corposo" volevo inserire una lettura leggera e mi sono buttata su un titolo di un'autrice ancora poco nota da noi, tal Lisa Lutz, che veniva pubblicizzata in quarta di copertina da Lauren Weisberger (Il Diavolo Veste Prada, per intenderci). E' questo un metodo che uso spesso e volentieri, ovvero sfruttare il consiglio di un autore/autrice che ci piace per scoprirne un altro/altra che ci piacerà. Per inciso, di solito funziona piuttosto bene, soprattutto con quegli autori che sono prodighi di idee e di nomi altrui (esempio tipico: T. Capote -> W. Cather, T. Williams, N. Mailer, H. Lee e C. Mc Cullers, ognuno dei quali avrebbe avuto poche possibilità di arrivare nelle mie mani se non fosse stato per il caro Truman; su un'altra categoria, ma pur sempre piacevoli: S. Meyer -> J. Evanovich, MA. Shaffer). Qui, invece... Izzie Spellman fa l'investigatrice privata praticamente da sempre, essendo nata da due "Occhi Pri…

Esme a caccia

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Uno dei personaggi più dolci e di secondo piano della Twilight Saga, quella che nessuno immagina mai alle prese con le sue necessità alimentari.
Camicia di batista bianca New Penny, gilet tricot di Cacharel, gonna in crêpe di seta NoaNoa con sottogonna di pizzo inamidato (io ne ho una uguale, con una stampa a fiorellini viola, ma la metto -come è facile immaginare, visto che i mio luogo di lavoro è abbastanza poco fantasioso- senza sottogonna). Sandali di vernice color crema Miu Miu.

Se non riuscite ad immaginare i colori, abbiate fede, non appena riguadagnerò la mia amatissima cassetta da disegno provvederò a pubblicarne una nuova versione.

Oblomov

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Oblomov è un proprietario terriero che non ha mai più visto il suo feudo dalla maggiore età, non ha idea delle anime che lo lavorino, non sa di cosa vive ed è incredibilmente pigro, al punto da non alzarsi dal letto per intere giornate. La prima delle quattro parti in cui il libro è diviso passa dunque cosi', mentre il nostro si arrotola nella sua vestaglia orientale dalle otto di mattina a pomeriggio inoltrato, e una teoria di personaggi uno più fallito dell'altro si succede al suo capezzale. Per questo forse il libro viene considerato spesso un'opera satirica rivolta all'antica società russa, ritratta come un corteo di persone pigre, interessate più al cibo che al lavoro e profondamente reticente ad affrontare i grandi quesiti filosofici che risparmiano l'Uomo dall'abbrutimento. In effetti queste prime (150) pagine, spesso giudicate "illeggibili", ricordano un po' lo stile delle Anime Morte di Gogol; bozzetti grotteschi e a tratti divertenti di…

The Wizard of Id (Il Mago Wiz)

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Il freudiano regno di Id (terzo, nascosto fratello di ego e super-ego) viene descritto dal geniale Johnny Hart come un depresso feudo medievale pieno di elementi disincantati dal sarcasmo corrosivo. A capo della banda c'è il Re di Id, vero protagonista della strip, che Holly Golightly definirebbe un "super-verme": trattasi di una nano mediocre e feroce, avido e sfacciato, pieno di sé e "dalla statura morale inversamente proporzionale a quella fisica" (J. Hart dixit). Mentre il Re si affaccenda a vessare i suoi contadini e vassalli, il Mago fa da placido osservatore: non che sia cattivo, ma certo non si scomoda in difesa dei suoi simili. Perlopiù occupato a pasticciare con le sue pozioni, cerca di accontentare il re nei suoi capricci e l’elefantesca e bruttissima moglie Blanche, suo vero tormento. Tutto intorno si affolla un microcosmo di cavalieri (Rodney, il cuordiconiglio per eccellenza), straccioni rancorosi (come il Prigione, in carcere da sempre), azzeccagar…

Dot - Marc Jacobs

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Arrivo molto in ritardo con questa recensione, perché Dot è senz'altro una fragranza molto estiva, ma sono convinta che sia abbastanza piacevole da renderne possibile l'uso per una buona parte dell'anno.
Custodito in una grossa coccinella tempestata di farfalle, il nuovo MJ si presenta con un bouquet di frutti di bosco e cerfoglio che evocano il rosso della confezione; La mescola di impatto visivo e di note di testa e di cuore, con gelsomino e fiori d'arancio, crea per momenti la suggestione di un profumo d'anguria, voglia di freschezza e spiaggie assolate poco lontane da pinete verdissime.
Il fondo vaniglia e muschio è il punto più debole dell'insieme, essendo, ahimé, poco innovativo: bisogna dunque verificare la persistenza delle note iniziali e medie sulla propria pelle prima dell'investimento.  Dot non è destinato a sostituire Lola, ma è sicuramente in grado di scavarsi una nicchia di amatrici.

Lanterna Verde

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Poiché il nostro mondo, con sommo sconforto di grandi pensatori, ha ancora bisogno di eroi, e ancora più bisogno di supereroi, normalmente la loro presenza basta ad assicurare un paio d'ore di divertimento confezionate in un film di profilo più o meno alto. In questo caso le premesse non erano malvagie: un personaggio non troppo noto, con un potere limitato solo dalla sua fantasia, una tutina terribilmente ridicola su cui poter fare dell'ironia, un cattivo con un nome attraente (Parallax) e la costante minaccia della caduta nel Lato Oscuro della Forza. Ah, dimenticavo gli enormi budget sempre messi a disposizione per questo tipo di progetti e gli effetti speciali disponibili oggidì. Oggidì è desueto, dite? Forse lo stanno diventando pure i supereroi... Hal Jordan si trascinava in una vita noiosa e inconcludente quando dal cielo gli piomba in testa un alieno morente che lo designa come nuovo fante della milizia intergalattica, gli regala una lanterna e un anello e lo manda a fa…

Innamorata di un angelo

Si capisce che a casa ci si è rotta la televisione, proprio l'oggetto, dico, esposto in salone? Dopo tanto onorato servizio ci ha lasciato, in un momento in cui contingenza vuole che passi circa tre ore al giorno della mia vita su un mezzo di trasporto pubblico. Il risultato combinato di questi due eventi apparentemente non in relazione tra loro è che leggo compulsivamente qualunque cosa mi capiti sotto il naso, compreso questo YA trovato in un autogrill. Ebbene si', io anche negli autogrill compro libri: sono il sogno proibito dell'editoria italiana economica. Completo l'introduzione sottolineando che sarò prodiga di spoiler, quindi leggete a vostro rischio e pericolo. Mia è una di quelle adolescenti problematiche e piene di talento con una famiglia disastrata da fare pena persino a Tolstoj, che aspira ad entrare in una scuola selettiva e costosissima sita in London, UK. Suoi unici conforti sono l'amica Nina, che sembra rasentare la perfezione ma ad un occhio pi…

La Leggenda di Earthsea

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Se le grandi (non spesse, ma Grandi) saghe fantasy vi piacciono, questa fa per voi: tutto un mondo a disposizione, con uomini, maghi, draghi e antiche lingue che hanno il potere di creare. Questo ciclo è un 3+2, un po' come le nuove lauree italiane, con una prima parte più tradizionale, epica e maschile, e una seconda più introspettiva e femminile. Ged/Sparviero è il filo guida di cui seguiamo le gesta adolescenziali (il Mago di Earthsea), il primo amore (Le tombe di Atuan), la maturità di Arcimago (L'ultima spiaggia). Poi comincia a fare da spettatore, lasciando il posto alla moglie e alla figlia putativa, nel duetto Tehanu-I venti di Earthsea.
Ged fin da ragazzo è troppo dotato nelle arti magiche per non combinare presto un grosso pasticcio: evoca uno spirito dal mondo delle ombre, e poi non riesce a gestire la situazione; di qui prende spunto la sua odissea, in un microcosmo poetico e ricco di simboli, che tanti autori successivi hanno omaggiato, e qualcuno depredato (Paol…