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Visualizzazione dei post da Marzo, 2012

Zia Mame

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Patrick Dennis rimane orfano nella tenera infanzia ed è subito affidato all'eccentrica Zia Mame, che lo accoglie in un trionfo di cultura internazionale e champagne. La zietta infatti sembra la copia di un Cigno di Capote, bellissima, colta, intelligente, circondata di intellettuali e piena di gusto; peccato sia un po' oca e abbastanza scollegata dalla realtà. La grande depressione del Ventinove minaccia di prostrarla, incapace com'è di adattarsi ad un lavoro qualunque. Mame è disorganizzata, vanitosa, incoercibile e insubordinata; la situazione migliora quando le sue risorse finanziarie aumentano cospicuamente. Lontana dai problemi della vita quotidiana, la musa riesce a splendere, esempio intellettuale per il nipote in crescita e pietra preziosa della società NewYorkese del primo dopoguerra. Tra una stramberia e l'altra riesce persino a raffinare i gusti sentimentali di Pat e a portarlo per mano verso il lieto fine. Fatto di racconti slegati ma facilmente concatenabili…

17 again - Ritorno al liceo

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Avete presente quei film in cui un adulto torna giovane per un po' e vede in prospettiva tutta la sua vita, credo iniziati dopo i viaggi nel tempo di Ritorno al Futuro? Ci sono state anche delle varianti interessanti, con lo scambio dei ruoli (Tutto accadde un venerdì) e il bimbo cresciuto prematuramente (Big). Certo dopo questi tre, dire qualcosa di innovativo sulla materia è improbabile, e il genere ormai si arrabatta con remakes più o meno patinati. In questa declinazione ennesima Mattew Perry, decisamente imbolsito rispetto ai fasti di Friends, torna indietro di diciotto anni e si ritrova a scuola con i figli, a cui insegna il rispetto per se stessi grazie alla sua maturità (???) e soprattutto alla sua bella faccia. Il ragazzo che era e che è di nuovo è infatti Zac Efron, volto Disney dei primi anni Duemila: caruccio lo è, tutto sommato è migliore attore di altri (Justin Bieber per esempio riesce a farcelo apprezzare per confronto, e lo stesso Perry è piuttosto deboluccio) e non…

Cioccolatini e bonsai

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Da tre settimane i nuovi tirocinanti sono arrivati da noi, a vedere com'è la vita in Clinica Neuro. Al quarto anno di medicina si è all'apice dell'entusiasmo, non ancora corroso dalla routine; inoltre non è molto che si ha accesso all'oscura materia nucleo delle nostre aspirazioni e delle nostre frustrazioni -il paziente. Io sono stata tirocinante in un tempo non lontano -... oserei dire vicinissimo!!- e mi godevo quel miracoloso periodo di studio sul campo privo di pressanti responsabilità. La permanenza poteva essere divertentissima o terribile a seconda dell'accoglienza ricevuta e io pensai a più riprese che se avessi avuto la fortuna di vedermi affidato qualcuno, non gli avrei fatto fare tappezzeria. Sarei stata all'altezza dei medici che mi avevano messo a mio agio, mi avevano dedicato attenzione e trasmesso la loro passione. Adesso faccio la specializzanda, e gli studenti ogni tanto si fermano con noi dopo il giro visite con gli strutturati a fare qualche e…

Ceremonials

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L'album è uscito a novembre 2011, ma io ho aspettato un po' a sentirlo e ancora di più a recensirlo, perché ho amato Lungs alla follia e avevo un po' paura di essere delusa. Ceremonials è fondamentalmente un album di conferma, senza grosse novità; nelle intenzioni vorrebbe essere la riedizione infiocchettata del primo exploit e in effetti riesce nell'intento di ricostruire un immaginario gotico e barocco ricchissimo. Il suo maggior limite sta proprio nella mancanza di sorprese e, per quanto mi riguarda, nel parziale abbandono di quello spirito indie pieno di umorismo che aveva permesso alla nostra Flo di scrivere dei pezzi geniali come Girl with one eye, Kiss with a fist e My boy builds coffins. Back to baroque, then, con cori, campanelli, percussioni e ancora cori. Only if for a night è bellissima e surreale, racconta di una particolare elaborazione del lutto; è la canzone che in assoluto mi piace di più di questo cd. Come Breaking Down e Shake it out, racconta con alleg…

Adèle H. - Una storia d'amore (L'histoire de Adèle H.)

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L'Adèle del titolo di cognome faceva Hugo, ed era la seconda figlia del grande scrittore francese. Giovane ingenua e pura di spirito, si innamorò follemente di un tenente inglese belloccio e farfallone che se ne conquistò i favori con qualche lettera melensa, per poi abbandonarla; lei, per nulla vinta dal rifiuto, lo seguì prima in Nova Scotia e poi fino alle Barbados, senza mai riuscire a farsi impalmare, perdendo completamente il lume della ragione. Adèle sembra continuamente sopraffatta dal pesante cognome che porta e dalla morte della sorella, Léopoldine, verso cui aveva probabilmente un rapporto ambivalente: nella sua mente l'unica via di affermazione di sé è il matrimonio con quest'uomo adoratissimo, che non vuole saperne di lei. Nonostante l'inganno non perduri, dunque, Adèle continua nella persecuzione del giovane e procede in un lento e costante degrado fisico e spirituale, trasformandosi da bellissima fanciulla romantica in ossessa scarmigliata e poverissima. T…

Il grande sonno

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Quello che fu il primo libro con il celebre detective Philip Marlowe, nel 1946 divenne questo famosissimo film con la coppia d'oro dell'immediato dopoguerra americano, Humphrey Bogart (per gli amici Bogie) e Lauren Bacall. Se non conoscevate il pieno significato della locuzione hard boiled, ve lo spiegano loro qui: ambienti viziosi, detectives privati, traffici clandestini, belle donne fatalissime con le labbra a cuore e le scarpe a punta, molte pistole, tante sparatorie, un sacco di morti ammazzati, trame convolutissime e innumerevoli pacchetti di sigarette. Marlowe viene ingaggiato da un anziano generale ormai costretto alla sedia a rotelle per risolvere un caso di ricatto, ma risolto questo nuove storie si affacciano all'osservazione dell'investigatore, come una sequenza di scatole cinesi: dal ricattatore al trafficante di foto osé, dalle foto osé alle corse dei cavalli, dai cavalli alla bisca clandestina. Unico punto fermo, le lunghe gambe della Bacall e il piombo ae…

27 volte in bianco

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Storiella esilissima di triste, adorabile, generosa ragazzona americana che, nonostante una bontà senza limiti, alte capacità intuitive e il corpo esplosivo di K. Heigl, non è ricambiata nel suo amore, e passa i suoi anni migliori a fare da damigella d'onore alle sue amiche mentre nessuno regala un anello di fidanzamento a lei. Inoltre, si dichiara felicissima di continuare in questo poco ambito ruolo, gravato da mises patibolari, per la gioia di osservare l'espressione di puro amore sul viso dello sposo che occhieggia la imminente dolce metà trascinarsi per la navata. Però, sapete che vi dico? Io ho un debole per questi film diabetici pieni di melassa. E ho anche un debole per K. Heigl. In più in questo particolare momento sento il bisogno di rilassarmi con dei comfort movies: sì, i mangiatori compulsivi hanno il comfort food, io ho le commedie sentimentali (e il colesterolo sotto controllo). Volete che vi dica qualcos'altro? non vedo l'ora di gustarmi il film tratto da…

Il mulino sulla Floss

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Maggie e Tom sono i due giovani figli di un piccolo proprietario terriero infruttuosamente litigioso, il signor Tulliver. Questa piccola borghesia agricola inibita dalle lettere e impaurita di fronte ai cavilli legali era spesso preda di eventi sfortunati perlopiù autoprocurati; così i Tulliver si trovano, da padroni del mulino sulla Floss a indigenti disonorati. Ai figli l'arduo compito di lavare l'onta della caduta con il sudore della loro fronte. Insomma, immaginate I Malavoglia, ma scritti di Jane Austen. Incredibile a dirsi, il prodotto finale è un gran bel risultato! Da un lato il naturalismo delle disgrazie di personaggi umili e ignoranti, ancorché pieni di passioni tutt'altro che disprezzabili, dall'altro l'ironia graffiante e il romanticismo degni delle migliori scrittrici inglesi. Maggie è condannata, dalla sua condizione femminile, a rinunciare ad ogni forma di riscatto attivo: la sua unica possibilità è un matrimonio, mentre ciò che lei desidera è una lib…

An education

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Quanto poteva essere importante un'istruzione per una giovane borghese dei primi Sixties londinesi? Jenny ha sedici anni e studia per superare l'ammissione ad Oxford, finché non incontra David, un trentenne che la corteggia come nessuno dei coetanei sa fare. Egli le apre le porte della vita più glam, la porta ai concerti e alle aste, discute con lei di arte e letteratura, affabula i genitori di lei convincendoli ad acconsentire alle sue trasferte parigine. Purtroppo David nasconde più di un lato oscuro, su cui Jenny sorvola con leggerezza: come quando gli vede rubare un quadro di pregio, così quando lo sente mentire ai suoi; sorvola meno, però, quando si trova di fronte una realtà che la colpisce troppo duramente, dopo che per lui aveva accantonato i sogni accademici. La doppia critica insita nel film è rivolta alla famiglia, qui inesistente e fasulla, concentrata solo sul fare ammogliare la figlia sacrificando la sua istruzione, e alla scuola, incapace di motivare una giovane p…

Whiteout

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Carrie Stetko ha commesso un grave errore in un passato non troppo remoto e per punizione si è autoconfinata a fare l'ispettore di polizia in Antartide. Tra i pinguini. C'è anche una bella comunità di ricerca e paramilitare, poliglotta, internazionale e sooo cool. Almost frozen, I'd dare say. In mezzo a questi scienziati di alto livello ci seve essere qualcuno che non vive solo per la scienza, visto che la nostra trova un bel cadavere ottimamente conservato a -50°C. Sotto al pack (non di mobili, quello vero) trova un aereo russo in voga negli anni Cinquanta pieno di corpi altrettanto ben tenuti, vodka e caviale d'epoca. L'inverno sta per arrivare e la base è in procinto di essere smobilitata, perciò non c'è molto tempo per risolvere il busillis e sfuggire al folle di nero vestito che con piccozza alla mano falcia indisturbato i suoi colleghi.
La trama è esilina, tutto si regge sull'ambientazione e sui colori ultrafreddi presi a prestito dall'omonima graph…

Somewhere

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Johnny Marco (Stephen Dorff) è un attore apparentemente integrato nello star system Holliwoodiano, risiede allo Chateau Marmont e si occupa molto saltuariamente di sua figlia Cleo, avuta da un matrimonio ormai fallito. La sua vita gli sembra vuota e sterile e probabilmente non è una percezione distorta: le giornate si trascinano tra birre, spaghetti scotti, pole-dancers prezzolate e incontri erotici casuali che riescono solo ad elicitare noia e disgusto nel protagonista (e anche nello spettatore). Sua figlia, la promettentissima Elle Fanning, pur molto più matura di lui, non può fare a meno di adorarlo e soffrire per la rada presenza di questi nella sua vita: quando esprime coerentemente questo buco emotivo al padre (che invece probabilmente non l'ha ancora coscientizzato), tutto ciò che lui sa fare per tirarla su di morale è portarla a fare qualche giocata a Las Vegas. Se nella prima metà del film ci concentriamo sulla nausea esistenziale di Johnny, che riesce efficacemente a tras…

Wuthering Heights

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Avete mai sentito parlare di Kate Bush? Io confesso candidamente la mia ignoranza: non la conoscevo fino a ieri. Curiosavo su Youtube alla ricerca di voci affini a quelle che amo di più, e sono finita su un video ultra-vintage del 1978 o giù di lì: era Wuthering Heights, una canzone che sono certa di aver sentito centinaia di volte nell'infanzia e di cui non ricordavo assolutamente né testo né cantante.


Trovo che la voce acutissima di Kate, insieme a quel tono malinconico, rendano benissimo Cathy, fantasma per ira, amore e dispetto, chiusa sua malgrado fuori dalla finestra e costretta a piangere i suoi lamenti nel vento della brughiera. Wailing in the moorland, direbbero gli inglesi, con due vocaboli che hanno una sfumatura quasi onomatopeica: wail, più che un urlo sembra un verso di un animale ferito, di una strega di lande desolate, di una banshee; moorland, che nome capace di portare con sé il fantasma delle ginestre umide e scure di bruma, battute dal vento, dimentiche del sole…

Ogni cosa è illuminata

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Jonathan Safran Foer è un giovane americano collezionista "di ricordi di famiglia" che, in memoria del nonno ebreo decide di recarsi in Ucraina, paese natale dell'avo, per ritrovare il piccolo villaggio di Trachimbrod e Augustine, la donna che lo salvò dai nazisti. Si fa accompagnare da un ragazzo che parla inglese, Alex, e da suo nonno, antisemita, autista finto-cieco (ma non alla napoletana: lui è convinto di esser cieco e di non vedere, nonostante il suo lavoro sia guidare) con cane disturbato al seguito. Dopo aver attraversato metà del paese i quattro trovano infine ciò che resta del piccolo paese distrutto dalla furia irragionevole dell'Olocausto e una donnina minuscola e dolcissima che può raccontare qualcosa ad ognuno di loro, chiarificando ciò che stanno vivendo, perché -come dice Alex- ogni cosa è illuminata dalla luce del passato. Opera prima di un attore ancor giovane, L. Schreiber, è questo un film pieno di ironia e dolcezza, un road movie a bordo di una …

Le invasioni barbariche

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Remy, professore di storia alla soglia della terza età, si ammala di cancro. Il figlio Sebastién, dal quale un certo attrito lo separa, accorre per assicurargli tutti i confort che il denaro può comprare. Da uomo d'affari qual è, fa aprire per lui un reparto poco usato, perchè goda il silenzio, richiama intorno al padre ex-mogli e amici di una vita e gli procura eroina per controllare il dolore. Mano a mano che i due ricominciano a conoscersi, e a stimarsi, entrambi si preparano all'inevitabile separazione, uno dal suo passato e l'altro dalla Vita -separazione senza scampo, senza consolazione di Aldilà, volontaria come ultimo atto di autodeterminazione. Arcand ci presenta non solo una toccante storia familiare, tratteggiando questo intenso rapporto padre-figlio, ma anche un passaggio di testimone epocale fra una generazione forse un po' passiva che coltiva il gusto della Bellezza e della Storia e quella nuova, vorace, fattiva, arrogante, libera e fragile, in una parola:…

Little Miss Sunshine

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Olive è una bambina di sette anni piuttosto distante dal concetto classico di Bellezza; per un puro caso vince il concorso locale di Little Miss Sunshine, in quel di Albuquerque, e deve andare in California a partecipare all'elezione di Little Miss America. La accompagna tutta la sua sgangheratissima famiglia, piena di personaggi memorabili: la mamma, buona e disponibile (T.Collette), il nonno eroinomane da poco cacciato dalla casa di riposo per cattiva condotta (A. Arkin),il papà motivatore di professione e loser-hater (G.Kinnear), lo zio materno, studioso di Proust e aspirante suicida per amore di un uomo (S. Carell) e il fratello Dwayne, che ha fatto voto di silenzio (P.Dano). Nel fine settimana on the road succede di tutto, nella tradizione della migliore commedia nera indipendente: dalla frizione perduta di un minibus Volkwagen alla riedizione di weekend con il morto, i momenti esilaranti sono parecchi. I miei preferiti hanno per protagonisti lo zio e Dwayne, anime affini nell…