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Visualizzazione dei post da Agosto, 2013

30 giorni di... giorno 25. La serie più lunga che stai seguendo o hai seguito.

Premetto che le serie lunghe un po' mi spaventano, quindi l'estrema lunghezza è uno dei motivi per cui non mi sono mai imbarcata in titoli che mi pur ispiravano, tipo Detective Conan. Infatti non bisogna scordare la massima grca che dice, traslitterato, mega biblion, mega kakon. Che significa più o meno cio' che sembra: grande libro, grande schifezza. Certo che Dante e Tolstoj fanno eccezione, ma non è che ne nascano sempre. La serie televisiva più lunga che ho visto è Alias, seguita dall'inizio alla fine con gran trepidazione; mi piaceva un sacco la storia, complicatissima, ed ero assai pronta ad apprezzare il fascino degli interpreti maschili, dal primo all'ultimo -con una predilezione per il papà dell'androgina protagonista. In più c'era Lena Olin...

30 giorni di... giorno 24. Lo scontro che hai sempre sognato

In effetti gli scontri tra personaggi sono tra le parti meno interessanti dei manga, per me: mi annoiano a morte. Mi stufo persino a leggere le partite o le esibizioni sportive dei vari Touch, Slam Dunk, Hilary, Mila e Shiro e via dicendo... insomma, anche in quei manga che hanno la loro ragion d'essere nello scontro cruento o non di più personaggi, ciò che maggiormente mi attrae è sempre la cornice, in cui i protagonisti sono delineati in una dimensione più umana.
Se proprio devo immaginare uno scontro, però, vorrei vedere il mio mito Shion (che è bello, bruno, tormentato, misterioso e pure ingegnere informatico) contro quella lagna di Dylan Dog. Lo so che pure quest'ultimo fa l'antieroe, che è bello (ah sì?), bruno, tormentato (da che, dall'umorismo di Groucho?) e misterioso (ah, sì? bis), ma prima di tutto è uno sciupafemmine seriale che senza le sue "prede" non chiuderebbe un caso neanche per sbaglio, poi mi sembra poco incline all'igiene personale (…

30 giorni di... giorno 23. Il titolo che in questo momento ti prende particolarmente.

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Ce ne sono due, uno vecchio che ho appena recuperato e uno di uscita relativamente recente.
Il primo è Maison Ikkoku, di cui ho appena acquisito i primi venti volumi-sottiletta, e che mi piace molto con le sua gaga un po' ripetitive ma sempre divertenti (per lo stile di scrittura vedi un po' quello che avevo scritto per Ranma 1/2). Ha di buono che offre uno scorcio abbastanza realistico, tolte le evidenti e divertenti stupidate, della vita quotidiana in Giappone negli anni Ottanta. Cosa si mangiava, come si viveva, la struttura scolastica che seleziona fin dall'infanzia e condizionava pesantemente la riuscita futura, il desiderio delle donne di sposarsi e ritirarsi dal lavoro. I disegni sono un po' quello che sono, ma c'è decisamente di peggio in giro e la pagina bella piena tiene bene compagnia senza darti l'idea di aver speso dei soldi a vuoto. E poi l'eterno triangolo Godai-kun-Amministratrice-Mitaka-san resterà alla storia.


L'uscita recente è una p…

30 giorni di... Giorno 22. l'universo, luogo o città in cui ti sarebbe piaciuto vivere

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L'universo manga, almeno dei manga che leggo abitualmente, è caratterizzato molto drammaticamente, quindi non è esattamente un locus amoenus per una residenza prolungata (penso alla Francoforte di Orpheus, al mondo di RG Veda, a quello di Proteggi la mia terra... lasciamo pure perdere la Parigi del 1789!). Preferirei un posto un po' più riposante, da commedia. E soprattutto, niente Giappone che-meraviglioso a piccole dosi- mi sarebbe decisamente indigesto vista la mia poca propensione alle carinerie sociali e alle formalità rigide.






Il fumetto occidentale non mi aiuta molto di più: cosa farei in un Corto Maltese? Pandora? Naaaa.... Per non parlare di vivere dentro Calvin & Hobbes (fare sua mamma mi sembra più traumatico di veder uccidere Karyobinga in RG Veda) o, anche meglio, dentro Maus.



Ovunque fossi, vorrei di sicuro fare il medico. Ora, l'unico medico a fumetti che mi viene in mente è Black Jack e la prima reazione è: ANCHE NO!!!!!!





Alla fin fine il posto dove pot…

30 giorni di... giorno 21. Il mezzo di trasporto su cui ti piacerebbe viaggiare.

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Sono due, una familiare e una monoposto.

La familiare per sua natura deve essere comoda. La voglio superaccessoriata, con un sacco di spazio, disponibile ai cambiamenti anche in corso d'opera, ma facilmente parcheggiabile perché mi permetta di raggiungere in breve tutti i posti che desidero. Ci metto dentro un pezzo della mia vita, se non tutta. Ciò che meglio si adegua a questa richiesta è Il Castello Errante di Howl. Se possibile la voglio comprensiva di Howl, ma in quel caso mi serve anche un domestico, perché il mago è tra le persone più sporche e disordinate mai viste al mondo (e oltre). Considerato queste caratteristiche, e il fatto non trascurabile di aver appena preso marito, facciamo che -ripensandoci- me la prendo senza Howl, mi basta che mi diate il cagnetto brutto e intelligente!


La monoposto al contrario deve essere d'impatto, permetterti grande libertà di movimento, avere una gran tenuta di strada ma allo stesso tempo molta agilità, una bella ripresa e -perché no-…

30 Giorni di... giorno 20. Il tuo flashback preferito

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Mokuren che si ricorda della sua vita passata mentre Arisu sogna in preda alla febbre durante la gita scolastica. Dalla nascita di questa bambina miracolosa, eppure così profondamente umana, alla fuga dal Paradiso, al rientro coatto e al rapporto con la Natura, che sostituisce quello con gli altri umani, fino all'amicizia con la sua governante personale, e l'amore disperato e profondissimo per l'ultimo uomo che avrebbe mai potuto capirla. Oppure no? Forse l'unico uomo che avrebbe mai potuto capirla, se solo avessero avuto il coraggio di parlarsi a cuore aperto. Ma per fortuna a volte il destino ci dà una seconda possibilità, e nei modi più strani...
Proteggi la mia terra è un manga corale che ho amato moltissimo e Mokuren all'inizio non mi piaceva: la si vedeva sempre dal punto di vista degli altri,così perfettina e possibilista, brava in ogni campo, bella, buona e rompiscatole. Poi si ha l'occasione di scoprire cosa pensa davvero, di leggere tutto quello che h…

30 giorni di... Giorno 19. Il titolo che nessuno si aspetta possa piacerti

In materia di fumetto, a parte qualche scivolone di serie che ho acquistato per poi scoprire che non piacevano neppure a me (leggi Marmalade Boy e Nana), ho dei gusti ultra-classici e abbastanza facilmente identificabili. Anche se si va dalla Finestra di Orpheus a Pollon, nessuno si stupisce che mi piacciano. Invece esistono ben due serie di libri che nessuno si capacita che io apprezzi così tanto.
Twilight Saga: ormai la storia la sanno pure i sassi. Nord Ovest USA, tanta pioggia, tanto verde, tanti vampiri, poco sangue. Melassa di buoni sentimenti, un po' di umorismo macabro nella serie scritta, disastro senza pari in quella filmata.
The Caster Chronicles: lei ESPer, lui normale umano pazzamente innamorato, non si possono toccare (e dunque, non si consuma nulla!) perché sono troppo diversi. Ripetizione del solito meccanismo à la Fushigi Yugi, ma un po' di umorismo in più. Inoltre scritto meglio dalle autrici. Cosa cambia di fondamentale è il meteo: qui Sud Est USA, tanta st…

30 giorni di... giorno 18. Il peggior sequel di sempre

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Paradise Kiss tra i manga, ma il fondo del barile l'abbiamo toccato con Matrix Reloaded (con Revolution abbiamo anche scavato, ma il solco era già pronto a dire il vero).
Il primo oggetto del mio dispiacere, Paradise Kiss, si innesta come sequel di Cortili del Cuore. Già la serie di base non era proprio un'opera di Schiller, né per profondità romantica né per afflato poetico, ma si leggeva con una rassegnata bonomia. Parakiss è invece totalmente insensato là dove il primo era solo estroso, e massimamente volgare nei contenuti e nella forma. Più che bocciato, direi ghigliottinato. E non posto foto per manifestare il mio disappunto (sono snob, c'è scritto pure sulla colonnina a latere!).

Matrix Reloaded è in un certo senso peggio e meglio: meglio perché comunque ha degli effetti speciali decorosi, mi piacciono i protagonisti, prende in giro la Bellucci e ha un'ambientazione stupenda; peggio perché qui si partiva da uno dei miei miti cinematografici degli anni di liceo. …

30 giorni di.... giorno 17. La miglior scena assurda

Questa domanda è facile, ma non vi rispondo con un manga, o altro genere di fumetto. La miglior scena assurda nella mia carriera di eclettico lettore sta senz'altro in un libro, poco noto in Italia, che è Bastardo Numero Uno (one for the money), di Janet Evanovich. Tutti normalmente pensano che essere incatenati nudi e bagnati alla propria doccia da un fuggitivo sospettato di omicidio non possa essere una scena divertente, ma Janet ci dimostra che questo assunto è SBAGLIATO.  Rido così tanto quando leggo i libri di questa autrice che puntualmente qualcuno sul metro o sul treno mi chiede cosa sto leggendo. Da morire da ridere, provare per credere. Io non posso più vivere senza.

C'era una volta...

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C'era una volta una favola, racconta di un regista ultra-serioso e specializzato in truce e cupo neorealismo che un bel giorno ha voluto prendersi una vacanza con un racconto favolistico. C'era anche un'attrice che sembrava fatta apposta per la parte della Cenerentola un po' rozza e buona (Sophia Loren) e ci sarebbe stato anche un conterraneo ideale per fare la parte del principe (ovviamente Mastroianni), ma non era disponibile, e abbiamo ripiegato con onore su un ex-finto medico (Omar Sharif, fresco fresco di Zivago). Lui si deve sposare, obbligato dagli obblighi del regno, lei è una sguattera di brutto carattere e a portarli una nelle braccia dell'altro penseranno un santo pugliese che pare volasse (Giuseppe da Copertino, realmente esistito e canonizzato) e una strega che sembra essere uscita "buonificata" dal Macbeth. Rosi riesce a fare delle bellissime inquadrature che regalano tanta poesia a questa storia semplice e allegra, nazionalpopolare fino al…

30 giorni di... giorno 16. Il tuo eroe mascherato preferito

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La Stella della Senna (con appendice-fratellastro di Tulipano Nero). Questa serie è ingenua a dir poco e incresciosamente inaccurata dal punto di vista storico e logico, ma da bambina mi piaceva tanto. Il livello di indagine sociale e politico è pari a zero, ma c'è un romanticismo a metà tra Umberto Giordano e la Baronessa Orczy in questa favola in cui i personaggi non crescono mai e alla faccia delle condanne si portano via i figli dei decapitati regnanti di Francia per condurli verso un radioso e sano futuro. Come facesse poi Simone ad andarsene per Parigi (odiosamente fredda e umida) con questo succinto abitino degno di BB, tutta scosciata, è mistero molto più grande della sua identità.

In un certo senso è l'anti-Lady Oscar, che invece è storicamente molto solido, ma Oscar (grazie al cielo!) non si mascherava, ché quanto a travestirsi stava già abbastanza bene così...
Poi ci sono le Sailor Guerriere, che non hanno una mascherina vera e propria ma sempre in incognito sono..…

30 giorni di... la tua sigla italiana preferita

Una caterva!!!
In ordine sparso...

Fiocchi di cotone per janie qui
Lulù, col gatto follia e cane magia!
Il tulipano nero qui (il 4 luglio c'è la Rivoluzione?? è nata settimina!)
Il mistero della pietra azzurra qui
Un po' magia per Terry e Maggie qui
Mary e il giardino dei misteri qui
Milly un giorno dopo l'altro che più anni ottanta non si può
Niente paura c'è alfred perché secondo me non ve l'aspettavate :)
Conte Dacula quando il sole è in trigono con Urano...
Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo con questa finta aria celtica che mi faceva morire


e poteva mancare Una spada per lady Oscar? La seconda, ché la prima non c'entra un cavolo né con la storia né col personaggio!

e poi decine di altre... io adoravo le sigle, mi piacciono ancora.

C'è chi dice no

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La raccomandazione in Italia è un male che rode il mercato del lavoro. Invece all'estero tutto è regolato con certosina e asettica precisione, e certi atteggiamenti mafiosi non esistono se non nelle repliche pasquali de Il Padrino. Forse invece di piangerci addosso dovremmo: a) riconoscere quello che va nel nostro paese, oltre a ciò che non va (che senza dubbio c'è) e b) farci un giro all'estero per renderci conto che fuori forse va un po' meglio, ma siamo comunque molto lontano dal Paradiso. Qui tre "maltrattati", meritevolissimi professionisti vengono per l'ennesima volta scalzati da raccomandati più o meno insipienti e decidono di porre in atto una serie di vendette incrociate che permettano loro di togliersi qualche sassolino dalla scarpa e uscirne puliti -tipico esempio di comportamento retto e ligio, che porta lustro all'autoctono peninsulare. Fine pasticciata, buonista e priva di sorprese. Non solo il regista ha confezionato un prodotto piatto…

30 giorni di... giorno 14. La tua cover preferita

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Le copertine più belle della storia fumetto sono quelle di Calvin & Hobbes e di Corto Maltese.
Spesso i fumetti a serializzazione infinita e molti manga hanno copertine non dico approssimate ma non ideate con intento davvero pittorico, rimprovero che non si può muovere né a Bill Watterson né tantomeno a quel mito di Pratt.

Watterson si distingue per l'incredibile capacità di iniettare vitalità ai suoi personaggi, dimostrando un senso del movimento che può essere uguagliato solo da Walt Kelly col suo Pogo.


E Pratt... un'immagine vale più di mille parole.

The Queen

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A poche ore dall'elezione di Tony Blair come Primo Ministro inglese, un evento disastroso sta per colpire lui e, soprattutto, la Regina come un uragano. Diana è stata inseguita dai paparazzi nel famigerato tunnel dell'Alma, a nulla sono valsi ricovero e cure. La madre del futuro re d'Inghilterra è morta mentre circolavano voci sulla sua possibile gravidanza, molto al di fuori della reale famiglia. Mai la Regina conobbe un tale calo di popolarità: mentre la figura di Lady Di veniva pressoché santificata, l'amatissima Queen Elizabeth II veniva additata come fredda, calcolatrice e possibile mandante di un omicidio, lei che l'Inghilterra intera aveva acclamato dai tempi in cui con le sue nude mani aveva aiutato il paese a risorgere dalle macerie in cui le incursioni avevano trasformato Londra. 
L'etichetta è nemica dei sentimentalismi, ma talvolta bisogna piegarla, per amor di ragione storica, al volere popolare, che pretese per la Rosa d'Inghilterra onori par…

30 giorni di... Giorno 13. Il titolo che ti ha consigliato una persona per te importante

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In ambito manga, i titoli che mi sono stati consigliati e/o prestati da una persona importante fanno capo tutti alla stessa persona importante, che è una delle mie testimoni di nozze, e che mi ha aperto il mondo del fumetto giapponese.
Quella a cui mi sono affezionata di più è probabilmente Georgie, che ancora oggi trovo un fumetto disegnato benissimo, di estremo e sempreverde romanticismo e con una protagonista bella, tosta, lavoratrice e per nulla passiva di fronte alle iatture che la travolgono.



In ambito opera lirica, i titoli che mi sono stati consigliati e/o prestati da una persona importante fanno capo tutti alla stessa persona importante, che è l'altra mia testimone di nozze, e che mi ha aperto il mondo del Recitarcantando.
Quella a cui sono più legata è Turandot, che so praticamente a memoria, e che mi ha trafitto il cuore con un'orchestra coloratissima e una storia pazzesca. Parlando di protagoniste poco passive, credo di essere una delle uniche donne al mondo che p…

30 giorni di... giono 12. Il tuo Live action preferito

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Non esiste, non mi piacciono.

Dopo un commento illuminante (credo di aver inteso male la domanda), ritratto (martedì 06/08/2013):
Non solo mi piacciono parecchio in generale i film tratti dai fumetti dei supereroi vari, ma ce ne sono alcuni che apprezzo in particolare. Il mio preferito in assoluto è il primo Batman, quello di Tim Burton del 1989. Lo so che tutti stravedono per la nuova trilogia di Nolan, regista che pure mi piace assai, da Memento a Inception, ma il primo Batman della mia vita rimane quello da non scordare e che vedo con piacere ogni volta che passa in Tv.  Ha un lato oscuro molto pronunciato, ma anche ironia e tanto glamour, ingredienti che trovo volutamente trascurati nei Nolan's. E a me dispiace tanto che H. Ledger sia morto, e davvero penso che fosse un bravo attore, ma Nicholson è insuperabile. A chi dice che la sua interpretazione è "sopra le righe" vorrei rispondere: ma ti sembra che JOKER possa stare dentro le righe???

30 gioni di... Giorno 11. La coppia per cui tifavi fin dall'inizio e che non è mai diventata tale

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Enju e Gyokuran di Proteggi la mia terra, perché lui è troppo cretino e lei troppo arresa alla stupidità di lui. Brutta accoppiata per far fiorire i sentimenti :) Forse però, semplicemente, non erano fatti l'una per l'altro, e in questo caso non c'è passione o attaccamento che tengano...

La coppia che mi ha fatto più piangere non è una che non si forma, ma una che  OCCHIO SPOILER!!!!! scoppia per causa di forza maggiore, e sto parlando di Lyra e Will di Quelle Oscure Materie. Su questi due ho veramente sparso lacrime amare, e non è un'iperbole!
Poi c'è l'Austen-eroina maltrattata per eccellenza, Mary Crawford... ma qui più che altro tifavo per lei, forse è persino un bene che si sia risparmiata quell'insulso di Edmund. Sono molto soddisfatta della sistemazione "postuma" di Old Friends and New Fancies.

The Casual Vacancy (Il seggio vacante)

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Barry ha tanto mal di testa, ma il suo lavoro di assessore comunale gli sembra più importante della sua cefalea. Si trattava però di un aneurisma, e il suo posto in comune resta vacante dopo la sua tragica scomparsa, scatenando le mire politiche di tutta Pagford, un paesetto benestante, minuscolo e pieno di comari di ogni sesso ed età. Dato l'assunto di base, si dirama un affresco corale degno di Altman per ricchezza di personaggi e per risoluzione della trama: ci sono il vicepreside con la moglie consulente psicologa della scuola e il loro terribile figlio adottivo, l'infermiera sposata col violento e i loro due ragazzi, l'assistente sociale appena trasferita con la figlia adolescente, il medico di sinistra (ma fino ad un certo punto) cui viene rinfacciata la propria origine indiana nonostante anni e anni di stabile insediamento nel circondario, il rosticcere con moglie, amante, figlio avvocato, nuora cougar, figlia lesbica e nipoti saccenti, e i tossici del quartiere po…

30 giorni di... giorno 10. Il personaggio che ti è dispiaciuto veder morire

Ce ne sono un sacco! Non essendo una sadica, in generale mi dispiace veder morire personaggi a cui mi sono affezionata nel corso del tempo, però è vero che alcune morti mi hanno commosso più di altre. Di qui in avanti, OVVIAMENTE SPOILER
Nel novero, citiamo: -Klaus, alias Alexei, della Finestra di Orfeo. Appena diventato padre, è ucciso per motivi politici. Che spreco assurdo. -Poi Kendappa-o in RG Veda, che sceglie la morte dopo aver ucciso la sua amante. Lei è un personaggio romanticissimo (in senso quasi tedesco, molto Sturm und Drang), ma non sa vivere. E infatti, muore.
Poi ci sono i cartoni animati: Nella categoria "genitori uccisi" ci sono il papà di Simba ne il Re Leone e, in secundis, la mamma di Bambi. Ma la morte più atroce, che la Disney non potrebbe mai eguagliare (e forse è persino un bene, perché mi ha scioccato), è la morte della sorellina del protagonista in Una tomba per le lucciole. Ho pianto come una disperata.