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Visualizzazione dei post da Settembre, 2013

Diorissimo

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In principio era Monsieur Dior, e nel 1955 Diorissimo nacque con il duplice scopo di riportare a Christian i ricordi della sua infanzia e di creare un profumo a base di essenza di mughetto, molto più difficile da estrarre rispetto a quella di rosa e gelsomino, che saturavano il mondo della profumeria di allora.


Alla fine degli anni 2000, però, Diorissimo è stato sottoposto a revisione: testa con un po' di bergamotto oltre le foglie verdi, nel cuore un po' di gelsomino, rosa e giglio oltre il mughetto e fondo di sandalo. Buono lo è sempre, e il corpo a base di mughetto è sempre ben presente, ma le aggiunte mi sembrano abbastanza ridondanti: tendono a coprire l'assoluta principale e rendere il prodotto più anonimo. In definitiva tradiscono proprio l'assunto di partenza del povero Monsieur, che sarà lì da qualche parte a incupirsi su una nuvoletta. Di Diorissimo, quello originale, che nelle sue intenzioni doveva essere l'essenza della felicità.

Chiedi alla polvere

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1939, J.Fante.
Arturo Bandini è un aspirante scrittore italoamericano in preda ad un lieve blocco creativo, povero in canna e innamorato di una donna di origine messicana cui non riesce ad esprimere i propri sentimenti. L’indigenza infine gli giova, perché la fame gli farà trovare un nuovo filone di scrittura, ma l’amore è meno facile da maneggiare e la sua principessa Maya gli sfugge, persa in un sogno irraggiungibile nei deserti della Valle della Morte. La polvere della strada, sempre immobile in una Los Angeles desolata e sconvolta da scosse telluriche, è l’unica testimone residua delle disavventure di un protagonista ingenuo, cui non si può non voler bene. Nato nel ’39, il libro è forse il più famoso pre-beat generation, in cui piuttosto che i temi del viaggio/fuga, della fruizione forsennata del presente e della nostalgia delle origini, è preminente il DESIDERIO (frustrato) del viaggio/fuga, DESIDERIO (frustrato) del godimento del presente, per retaggio culturale e religioso, e rin…

Fight Club

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D. Fincher, 1999. E. Norton, B. Pitt, H. Bonham Carter, Meat Loaf.

Il racconto si apre su Norton, viso pesto e pistola in bocca pronta a fare fuoco. In un lungo flashback, rivediamo la vita del protagonista come lui la ricorda, al massimo dell’omologazione yuppie: assicuratore per grossa multinazionale, scarpe DKNY, camicie di Calvin Klein e mobilio Ikea. Insonne, per dormire frequenta i gruppi di auto aiuto dei malati terminali, cui sugge dolore come un vampiro farebbe col sangue. Il vuoto della sua esistenza lo schiaccia, ma il gusto tristemente sobrio del suo status, l’anonimato di marca, lo caratterizza al punto che, quando il suo appartamento esplode, sembra che tutta la sua vita lo abbia abbandonato. Proprio in questa occasione conosce Tyler Durden, con cui fonda il Fight Club e inizia un processo di destrutturazione del sé e della società. Scopo del Club non è vincere l’avversario, ma sconfiggere le proprie paure accogliendo e condividendo il dolore, “toccare il fondo” e vedere …

Dragon Trainer

Anche questo sabato sera mi rilasso con un cartone animato, ma stavolta sono un po' più fortunata. Hiccup vive in Islanda, insieme alla sua tribù di Vikinghi, guidata dal cruento ma non crudele padre. L'attività principale della sua gente è l'uccisione dei draghi che affollano i cieli nordici, ma Hiccup non sembra molto portato per la caccia e, al contrario, familiarizza con un esemplare di specie poco nota che si è ferito ad un'ala posteriore. Al suo fianco non può mancare una tostissima ragazza con le trecce bionde, che si chiama Astrid. Nonostante il disegno non sia del mio genere preferito e ricordi un po' Piovono Polpette (che odiavo), e la trama non sia originalmente sconvolgente, il risultato finale è apprezzabile. L'animazione è fluida, e la Computer Graphic ben integrata nel tutto, i colori sono belli e anche il design dei draghi. Le scene di volo sono decisamente gradevoli, talora persino poetiche, e nella dinamica mi ricordano un po' il Sensei M…

grease

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Il primo Grease non è un cult, ma uno stra-cult. Con la sua semplicissima storia adolescenziale, dopo più di trent'anni ancora non perde un centimetro di terreno. Lei (Sandy, Olivia Newton John) incontra lui (Danny, John Travolta) durante una vacanza negli States, ma quando si ritrovano sui banchi di scuola lei è talmente bcbg da far impallidire Bree Van Der Kamp e lui fa il bulletto altezzoso per timore dello scherno degli amici. È l’ultimo anno di liceo, e tutte le tappe dei cliché dell’America profonda di quegli anni devono essere rispettate: i club sportivi, la prom (il ballo di fine anno), le corse con le macchine “truccate”, le prime sigarette e un po’ d’alcool di nascosto dai genitori, le “bande” maschili e femminili, il terrore della gravidanza indesiderata per l’amica meno perbenista (Rizzo, il personaggio secondario migliore del film). Forse sono una serie di luoghi comuni, ma probabilmente quando il film è uscito non erano così triti, visto che il risultato è ancora piut…

The Blues Brothers

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Jack è appena uscito di prigione e suo fratello Elwood lo viene a prendere su una vecchia auto della polizia che ha acquistato ad un’asta. Indi,lo conduce a porgere omaggio al “pinguino”, la madre Superiora (Mary Stigmata) dell’orfanatrofio in cui sono cresciuti, destinato ad una rapida chiusura per mancanza di fondi. Bisogna infatti trovare 5000 $ entro undici giorni e l’Arcivescovado non si dimostra troppo collaborativo. Durante la messa, Jack ha un’illuminazione: rimettere insieme la banda dei Blues Brothers e ricavare i soldi a suon di concerti. Ma non tutto è semplice, con la polizia costantemente alle calcagna (Elwood è ricercato per infrazioni stradali ripetute) e una strana ragazza armata di bazooka che li segue ad ogni passo, seminando proiettili di vario calibro sulla sua scia. Ah, sì, dimenticavo una banda di scalcagnati neonazisti, improvvidamente disturbati dal duo!
Con J.Landis, proseguiamo con il delirantemente divertente (alla faccia delle Deliranze Deprimenti di Burton…

La vie est belle-Lancôme

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Anche in casa Lancôme si riposa sugli allori, mentre case sconosciute producono profumi un po’ più coraggiosi. La vie est belle non aggiunge niente al panorama olfattivo già saturo da Miss Dior e Mademoiselle Coco, già molto simili ma declinati rispettivamente in versione bcbg e cattiva ragazza di alta classe. Un po’ di fiori sparsi, con il gelsomino in testa, iris (copiato da Prada e da Dior), un po' di zagara e tanta cipria e cere al fondo, che stuccano tanto di più se si collega il bouquet all’immagine che la casa gli ha associato, di una donna ancora piacente ma certo non più giovane. Questo sarebbe il profumo di una quasi cinquantenne? Alla faccia della sindrome di Peter Pan…

Kung Fu Panda

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Crisi nazionale in Cina: il vecchio custode del Kung Fu ha avuto una visione in cui il cattivo arcicattivo fugge di prigione e verrà individuato il guerriero Dragone, anima eletta capace di assimilare il Vero Spirito del Kung Fu e di avere l'enorme potere tramandato dalla pergamena sacra. Peccato sia un panda obeso il cui unico scopo nella vita è mangiare. Dovrebbe anche succedere al padre nella gestione del ristorante di soba, ma ovviamente gli piace il Kung Fu. Per inciso, il padre è una specie di grosso papero, quindi o il protagonista è un adottivo oppure Mendel non è passato di qua. Vi dico subito, e non penso di sorprendervi, che il panda pacioccoso non è nelle mie grazie. Nessun panda pacioccoso al mondo lo è, se poi è imbranato, inetto e obeso, lo sarà ancora di meno. Il cattivo del film, un giaguaro, è solo un povero frustrato con manie di grandezza e senza una direzione per la sua follia violenta, quindi boccio senza appello pure lui. L'animazione è lontana dall'…

Uno studio in rosso

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Un giovane medico militare torna spossato dall'Afghanistan e cerca un coinquilino per dividere le spese di alloggio. Trova un ragazzo intelligente, di immensa cultura tossicologica e scandalistica, buon violinista, chiaramente bipolare, forse dedito all'assunzione di droghe, mentalista ante-litteram. Si chiama Sherlock Holmes, e di mestiere fa il consulente investigativo, dimostrando a Scotland Yard di essere molto più bravo di loro. Non per questo ottiene di essere pagato, però. Il primo romanzo in cui Holmes appare non è tanto un giallo quanto una sorta di noir il cui scopo è più caratterizzare i personaggi che non mostrare il meccanismo dell'assassinio, al punto che è assolutamente impossibile individuare il colpevole prima che l'investigatore lo ammanetti. Da questo punto di vista, abituati a pensare a Conan Doyle come al padre del giallo a enigma, l'episodio è già piuttosto stravagante, molto caratterizzato dal punto di vista stilistico per l'inversione de…

50/50

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Adam fa il tecnico in radio, va a correre la mattina, ha una fidanzata, un amico sbruffone, una madre apprensiva, un padre demente. Una vita normale.  Poi gli viene mal di schiena. E' un cancro, un neurosarcoma-schwannoma. E la sua vita normale va a farsi benedire. Ha il 50% di possibilità di sopravvivenza a lungo termine senza diffusione metastatica, ma anche il 50% di possibilità di morire.  Adam attraversa davanti ai nostri occhi tutte le fasi dell'elaborazione del lutto, l'impossibile lutto di sé, dall'incredulità tranquilla, alla rabbia, alla disperazione, alla paura, alla rassegnazione. Insieme alla tirocinante psicologa affronta i momenti delicati del rapporto con i familiari, con i "colleghi" pazienti e con gli amici, ci mostra l'ambivalenza del paziente che non vuole essere trattato "da malato" ma non tollera che si scordi o si ignori la patologia di cui è affetto, e allo stesso tempo si incarica di rassicurare genitori e amici sulle s…

Trilogia di Monica (Mi piaci da morire-L'amore non fa per me-L'amore mi perseguita)

Una volta, per soddisfare il mio bisogno di storie inconsistenti a sfondo rosa-comico, leggevo shojo manga. Poi mi sono resa conto che gli shojo che mi piacevano di più travalicavano costantemente il genere rosa per sociare nello storico, nel racconto d'atmosfera/di costume o perfino nell'horror, mentre il rosa-rosa contemporaneo mi stuccava sempre più e mi sono rivolta alla letteratura disimpegnata, riscuotendovi grandi soddisfazioni.  Non l'avrei mai detto, ma c'è un autrice italiana che scrive storie perfette per diventare uno shojo rosa divertente in piena regola, ed è tal Federica Bosco. Ha un nome un po' troppo neutro, e i titoli dei suoi libri sono ORRENDAMENTE mal scelti, ma se la cava: grammatica corretta, lessico non esaltante ma potabile e punteggiatura tollerabile. Cosa chiedere di più? La protagonista di questa trilogia, per inciso in vendita in monovolume a prezzo irrisorio alla Feltrinelli di Porta Nuova, dove l'ho acquistata, è esattamente il g…

30 giorni di... giorno 30. L'arco narrativo o filler che ti ha colpito particolarmente.

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In effetti è molto raro che abbia letto un manga in vicinanza della visione dell'anime, di solito perché i manga ch mi piacciono di più hanno (se ce l'hanno) una trasposizione grafica che data ormai da un po', e quindi l'ho vista (se l'ho vista) parecchio tempo prima, e i riempitivi spesso sono trasportati per magia in un angolo remoto della corteccia, dove restano per l'eternità senza mai esserne richiamati.
Inoltre il "filler" deve essere un'abitudine abbastanza recente, visto che tante serie più vecchie, quando ci si trovava a dover aspettare la creatività del disegnatore del fumetto, venivano perlopiù troncate con finali posticci non sempre azzeccati, e talvolta francamente idioti -sto pensando per esempio al finale di Mademoiselle Anne, cartone tratto da Una ragazza alla moda. Ma in fondo, anche recentemente questa orrenda pratica è stata perpetuata, come nell'ingarbugliato finale di Evangelion, dove non si capisce assolutamente nulla di…

30 giorni di...giorno 29. La tua citazione preferita

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Saranno trentamila! Faccio qualche esempio vario.

Snap out of it [your depression], five cents please! (Smettila di essere depresso! Fanno 5 centesimi) Lucy Van Pelt, Peanuts.
Quanto vorrei poterlo dire a volte ad alcuni dei miei pazienti! Lucy è diretta, indica con chiarezza e sincerità diagnosi e terapia e, tutto sommato, la sua parcella è molto onesta.


Non bisognerebbe mai fare nulla che non possa essere usato come argomento di conversazione nel dopo cena. Lord Henry, Il ritratto di Dorian Gray.
Lord Henry viene sempre considerato il cattivo, ma non è così! Lui predica male, ma razzola bene... è Basil, il buono-vittima, il vero colpevole della trasformazione di Dorian.


E' una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di una grossa fortuna debba essere in cerca di moglie. Jane Austen, Orgoglio e Pregiudizio.
Certo, perché dalla Reggenza in poi siamo tutte lì a pendere dalle loro labbra... ragazze, fatevela da sole la grossa fortuna, e poi sposatevi chi vi piace…

30 giorni di... giorno 28. Il tuo prequel preferito

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L'unico prequel manga che mi viene in mente tra quelli che ho letto è Tokyo Babilon, ma in primo luogo non è stato scritto dopo X e, in secundis, non mi piace un granché.

Invece mi è piaciuta molto la trilogia prequel di Guerre Stellari -anzi, in verità mi è piaciuta assai più di quella originaria, così vetusta e frusta. La nuova ha un character design sofisticato ed elegante, ma soprattutto ha Anakin, che è interessante, divertente e stra-cool. Persino quando si caccia nei guai (cioè sempre). In più l'attore che lo interpreta è decisamente bello, il che non guasta mai! E per finire, c'è Nathalie Portman...


Il mio preferito è il terzo, ma è anche quello che mi ha fatto più paura... l'ho anche sognato, per la sua violenza. Invece il primo è il più grazioso, ma non sopporto tanto il vecchio Jedi maestro di Obi Uan, Yoda è più simpatico -e poi è verde!

Fergus Lamont

Fergus è un ragazzino vivace con una mamma assolutamente non integrata nel paesaggio di Gantock (Greenock), sobborgo povero di Glasgow: lei si sente estranea a tutto quel sudiciume, e vorrebbe che suo figlio si avvicinasse alle sue reali origini, figlio di un baronetto che non l'ha mai riconosciuto. Dopo avergli imposto il kilt nobiliare, la mamma lo abbandona (molto) definitivamente, e lui cercherà in ogni modo di reintegrarsi in quella classe sociale di cui si sente parte estromessa, dopo aver raggiunto onori militari e letterari. Ma forse l'alta società scozzese degli anni Trenta non è tutto quello che si aspettava, e, messo alle strette, prova ad esplorare le sue radici nelle Ebridi esterne, almeno finché il destino non lo riporta lì dove tutto è cominciato. Questo romanzo è così poco noto che non ne esiste neppure una pagina su Wikipedia (medito di scriverla io) ed è un vero peccato, perché è davvero molto bello. Non è molto divertente, ha un umorismo un po' scontros…

30 giorni di... giorno 27. Il superpotere che hai sempre sognato di avere

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Non sarà una gran cosa, ma mi sarebbe sempre piaciuto avere una spada tipo quella di Umi in Rayearth, che si ritrae dentro un bracciale, o direttamente nella mano. Insomma, sempre a portata di mano, col minimo peso. In più Umi era la più simpatica, e il suo design era il mio preferito, del disegno che posto avevo fatto una gran bella copia. Eh, che tempi, disegnavo sempre!



Un altro potere non eccezionale (da solo non risolve mai nulla) ma che mi farebbe piacere, è il fuoco di Sailor Mars, mi verrebbe utile quando sotto la doccia l’acqua non viene mai abbastanza calda… sono freddolosa!

30 giorni di... giorno 26. Un titolo che hai in uggia anche se non l'hai mai seguito

One Piece. Me ne hanno parlato anche bene (Acalia, sto scrivendo di te), ma io non riesco a convincermi, il disegno mi disturba profondamente e quelle poche volte che ho visto un pezzo di anime mi sembrava indicibilmente noioso.
Poi in generale le opere di Shingo Araki e le serie tipo Marmalade Boy (uno basta e avanza).

2001 Odissea nello Spazio

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Ho chiuso le vacanze estive con la visione di un film che mi aspettava da un po', essendomi stato regalato per lo scorso Natale. Che sia un capolavoro, si può dir subito, così ci togliamo questo dente: è un Capolavoro, di quelli che acquistano qualcosa dopo ogni ulteriore visione. Ora possiamo dissertare sul perché. 2001 consta di quattro parti, di cui due completamente mute. Parte prima, alba dell'uomo: un gruppo di scimmie antropomorfe incontra un misterioso monolite nero, sviluppa intelligenza, senso di possesso e di dominio, apprende l'uso della clava (...!). Parte seconda, Terra/Luna 2001: un gruppo di scienziati scopre un monolite analogo al primo sepolto ("deliberatamente") sulla Luna. Parte terza, Viene istruita una missione esplorativa che va verso Giove, lì dove il segnale radio prodotto dal pietrone sembra diretto. A bordo dell'astronave, il computer HAL 9000, intelligenza artificiale, comincia a pasticciare. Parte quarta, Giove, e oltre l'inf…