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Visualizzazione dei post da Marzo, 2014

Man of steel

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Di Z.Snyder, con K.Costner, R.Crowe, D.Lane, L.Fishbourne. 2013

Infanzia, adolescenza e giovinezza di Superman. Un ragazzo del Kansas con strani poteri extrasensoriali scopre la verità sul suo passato: unico della sua razza ad essere stato concepito naturalmente invece che a tavolino, è depositario del genoma di tutta una razza extraterrestre. Gli ultimi rimasti del suo popolo giungono improvvidamente sulla terra per portarselo via, col relativo codice genetico, e rifondare il loro pianeta sfruttando il nostro. Unico problema, per poterlo fare, bisogna modificare l'atmosfera e la gravità.. col risultato che i terrestri morirebbero.
Era veramente utile questo ennesimo prequel che ci racconta le prime gesta di un supereroe? No, ve lo dico io. Proprio no. Qualche spurio merito glielo possiamo pure trovare a questo Uomo d'acciaio: gli attori sono discreti, si sono spesi per avere grandi nomi tutto sommato ben sfruttati. Il protagonista è belloccio, anche se la sua tutina è ridicol…

Programmi TV non sempre confessabili... diciamo che dipende dalla compagnia

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Onestamente non ho tanti programmi Tv di cui vergognarmi, perché ho sempre guardato soprattutto film e cartoni animati. Però il meme di Cannibal Kid è carino, e do il mio piccolo contributo. Considerate però che, nonostante ritenga i programmi citati abbastanza poco meritori per valore artistico ed intellettuale, in realtà non me ne vergogno affatto, anzi me ne vanto impenitente!

Prima i più inconfessabili, quelli che all'occorrenza (ovvero di solito sul lavoro, ambiente piuttosto snob -e se lo dico io...) si nega di aver mai visto

Partiamo dall'infanzia, con Beautiful. Normalmente rivolto a signore di mezza età, io lo vedevo sempre nelle vacanze estive quando andavo alle elementari, e anche prima. C'era ancora una tizia con un carré biondo che credo si chiamasse Caroline, poi morta (ma sarà morta davvero? Taylor è risuscitata un paio di volte). Ho abbandonato per riprendere all'università, ma è durata pochissimo: non ci capivo più niente. I vecchi erano ormai decrepi…

Venere in visone

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Di D.Mann, con L.Taylor, L.Harvey. 1960. 109'

Nonostante lo sguardo vigile della madre e dell'amico d'infanzia Steve, Gloria scivola da una vita da modella a un impiego più equivoco, finché non conosce e si innamora di Weston, un ricco signore maritato per interesse. 
Pesante, pesante, pesantissimo. A tratti un po' noioso. Si percepisce che Liz Taylor non aveva tanta voglia di girarlo, perché recita in mdo svogliato, centrando tutto sulla sua bellezza, ma senza dare al suo personaggio quel fuoco interiore che era riuscita, per esempio, a infondere alla protagonista di La gatta sul tetto che scotta. Non si capisce come sia riuscita a prendere un Oscar per la parte, quando le era stato negato per interpretazioni decisamente più memorabili... ma si sa che i giurati dell'Academy ogni tanto prendono qualche scivolone. La nomination per la fotografia mi ha sorpreso perché è piuttosto piatta, ma non si può negare che i colori terrosi, scuri ed esausti rendano efficacemente…

Dallas Buyers Club

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2013, di JM Vallée, con M. McConaughey, J.Leto, JGarner. 117'
Ron si ammala di AIDS a causa di precedenti rapporti non protetti con una tossicodipendente. Siamo nella prima metà degli anni Ottanta e la malattia è ancora fortemente caratterizzata dal biasimo sociale in generale e apparentemente legata alle comunità gay in particolare. Per un bovaro del Texas omofobo e decisamente rozzo è particolarmente difficile dover spiegare agli amici di aver contratto l'infezione, rivelando così una prima scomoda, orribile verità: essere malati terminali è sempre disastroso, ma esserlo in un ambiente socioculturale infimo riesce ad essere ancora peggio. Ron non si arrende e, dopo aver provato l'AZT a dosi da cavallo e senza nessuna supervisione medica, comincia a sottoporsi ad un embrione di cocktail a base di vitamine, peptide T e didanosina, con discreto successo; comincia inoltre a distribuire i farmaci, che recupera in Centroamerica e in Asia agli affetti della zona di Dallas, irr…

Le conseguenze dell'amore

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Sono in un periodo di enormi ritardi. Tralasciando quelli che non hanno attinenza con questo blog, passiamo a quelli cinematografici. Paolo Sorrentino ha preso un Oscar per un film forse discutibile in alcuni aspetti, ma che non posso commentare perché quando è stato trasmesso io ero (come spesso accade, mannaggia) in ospedale a fare la guardia. Che tristezza, la polizia del cinema avrebbe dovuto impedire questo scempio. Anyway, ripiego con la recensione di un vecchio film di Paolo, Le Conseguenze dell'Amore.  Grazie a Dio, non è un film su una gravidanza indesiderata in una quindicenne (a parte il grandissimo Juno, gli altri sono commediole insipide), e c'è Toni Servillo. Le premesse suono buone, dunque.
Sorrentino, 2004, con T. Sevillo, O.Magnani
Titta di Girolamo vive in un albergo a Lugano. Ci vive proprio, da 8 anni, e si priva del piacere dell'immaginazione. Ci vive un po' per lavoro (ricicla denaro sporco per la mafia) e un po' per punizione (ha combinato u…