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Visualizzazione dei post da Giugno, 2014

Il sigillo azzurro

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Di Chie Shinohara, 1992-1995. Raccolto in 11 tankobon.

Soko si sveglia una mattina qualunque con un certo malessere. A scuola subisce un tentativo di violenza, ma l'assalitore scompare nel vuoto e al suo posto, nei giorni successivi, compare Akira Sajonji, giovane erede di una nobile e potente famiglia giapponese col compito di uccidere gli oni (diavoli tradizionali, dotati di corno). Akira comunica a Soko che dovrà sacrificarla, poiché ella è il clone della regina Rago, che farà rinascere la popolazione degli oni (Kimon), ma la ragazza ha grosse remore nell'accettare di essere un diavolo che divora i terrestri alla cui razza ha sempre pensato di appartenere.  Dapprima decide di perdere i suoi poteri amando Akira, e rinunciare alla sua carica sgradita, ma pian piano il panorama si infittisce, quando compaiono il Genbu Takao (che l'ha rigenerata) e sua sorella Hiko. Soko si trova sempre più lacerata tra il suo amore impossibile per il suo carnefice e la lealtà per le sue o…

Surviving Picasso

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Di J. Ivory, con A.Hopkins, J.Moore e N.McElhone. 1996

L'arte della prima metà del Novecento è stata completamente rivoluzionata da un genio, Pablo Picasso, anche troppo conscio del suo immenso valore. Ne fece pagare lo scotto a tutti coloro che lo circondavano, dai figli ai mercanti d'arte alle (numerose) donne che lo accompagnarono negli anni. Il film segue le vicende soprattutto di una di loro, forse la più equilibrata, Françoise Gilot, che gli diede due figli e cercò di restare sana di mente pur restandogli accanto per circa un decennio.
Nonostante un regista che in altre occasioni mi ha regalato delle bellissime serate e un attore superbo (di cui recentemente ho "apprezzato" un'altro scivolone, vedi Noah), il film non mi ha convinto fino in fondo. Non parlo del fatto che Ivory distrugga Picasso come persona. Il pittore mi è sempre stato estremamente antipatico e trovo la sua opera piena di protervia celata sotto l'indubbia ispirazione. La regia è abbastan…

Michael Clayton

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Di T. Gilroy, con G.Clooney e T.Swinton. 2007

Il legal thriller è morto? Forse no.  Michael Clayton è un avvocato con una sua nicchia: copre e "aggiusta" all'uopo prove, accadimenti, deposizioni, in modo che la sua società riesca nelle difese più improbe -spesso di gentaglia improberrima. Quando deve screditare un collega ed amico che, per amore, ha scelto di non difendere e anzi incastrare una multinazionale che produce pesticidi, la crisi di coscienza incombe. 
Questa sorta di Erin Brokovich al contrario è ben interpretata dall'asso nella manica del film, George Clooney. Bello come sempre, ma forse un pelino meno del solito, George ha la caratteristica peculiare di interpretare molto bene sempre lo stesso soggetto. Da Le idi di Marzo a Up in the air, da Michael Clayton al dottor Ross di E.R, lui incarna il belloccio tormentato di grandi doti e con un cuore, costretto alla difficile scelta tra morale e compromesso della vita quotidiana. Disilluso, triste, duro solo i…

L'immortale

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Con J. Reno, K.Merad. Di R.Berry, 2010
Marsiglia, primi anni Duemila. La mafia locale si riorganizza secondo le nuove necessità e la gendarmerie si divide tra segugi aspiranti martiri e cauti difensori dell'ordine pubblico che sperano nelle faide tra famiglie per fare un po' di debulking. Mattei decide di uscire dal giro per restare fuori dall'emergente traffico di droga, ma lo crivellano di colpi; miracolosamente sopravvissuto, si dedica alla vendetta con un gruppetto di fedelissimi, scoprendo che FINTO SPOILER chi ha cercato di fargli le scarpe è il suo carissimo amico quasi fratello Zacchia FINE SPOILER e passa alla vendetta tremenda vendetta.
Richiamo non casuale al Rigoletto, la cosa più graziosa del film è la colonna sonora, tutta basata sull'opera italiana. Si comincia con una rassegna pucciniana e si chiude nientemeno che con la Lucia di Lammermoore (forse citazione in omaggio al produttore, Luc Besson, che presentava la stessa aria nel Quinto Elemento). Unico…

Hime-chan no ribbon. Un fiocco per sognare, un fiocco per cambiare

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Di M. Mizusawa, ed. italiana in 6 bunkobon. 1990-1994
Himeko è seconda di tre figlie, in una famiglia allegra e felice,  guidata da una tosta mamma traduttrice e da uno spensierato e dolcissimo papà regista. Hime-chan è ancora un po' infantile e si confida da sempre col suo leone di pelouche, Pokota, finché una sera, alla sua finestra, compare Erika, principessa del mondo della magia, che le propone di farsi studiare per un anno. In cambio dell'invasione della sua privacy, Pokotà avrà il dono della parola e del movimento, e Hime-chan un fiocco rosso formato gigante che le permette di trasformarsi in chiunque altro per un'ora esatta. Niente di meglio per fare danni, insomma, che una ragazzina come la protagonista, soprattutto se si aggiunge un protagonista maschile interessante e divertente come Daichi.
Hime-chan è un fumetto che mi ha davvero sorpreso: considerata l'età dei protagonisti pensavo ad un prodotto molto infantile (spesso in Giappone il target viene individ…